Scalea, comune verso il dissesto. La Corte dei conti dà 30 giorni

L'ente ha la possibilità di fare ricorso

SCALEA – 6 mar. 20 - Nella situazione difficile del Comune di Scalea, attualmente commissariato, pende una ulteriore mannaia nel settore finanziario. E' la Corte dei conti che ha valutato nei giorni scorsi la situazione della città. Come è noto, la Sezione di controllo della Corte dei conti per la Regione Calabria aveva convocato, lo scorso 20 novembre, la Camera di consiglio, per la data del 22 gennaio 2020, poi rinviata ai primi di marzo: “per decidere, sulla eventuale sussistenza, nella fattispecie, del “...grave e reiterato mancato rispetto degli obiettivi intermedi fissati dal piano...”. Il documento è in fase di pubblicazione, ma, da quanto si è appreso, pare che la Corte dei conti abbia obbligato l'amministrazione comunale, in questo periodo retta dal commissario Giuseppe Guetta, a dichiarare il dissesto finanziario. Una situazione che si rivelerebbe una ennesima tegola sulla città che non riesce da tempo a trovare una situazione stabile. Ovviamente, se tale è la decisione della Corte dei conti, l'amministrazione comunale, e quindi il commissario prefettizio, fatte le dovute valutazioni, potrebbe proporre ricorso entro i trenta giorni successivi. Dall’esame delle risultanze degli esercizi dal 2015 al 2018, secondo la Corte dei conti emergono varie criticità, sulla quali la Sezione ha inteso decidere e da novembre ha basato la sua decisione anche sugli elementi che sono stati forniti dal Comune di Scalea. Nel documento presentato a novembre 2019, nelle 73 pagine, venivano mossi rilievi tecnici legati alla situazione finanziaria.

Fra le passività potenziali, per esempio, si faceva notare: “la pendenza di n. 104 giudizi con potenziali passività per il Comune di euro 2.096.000,00 (ridotti dall'originaria cifra di euro 2.123.911,50 a seguito della definizione di due controversie con esito favorevole per l'ente).

Sono inoltre presenti altre passività potenziali: una, relativa al contenzioso per la corresponsione di un'indennità di espropriazione di terreni, quantificata dal Ctu della relativa causa amministrativa in euro 1.730.000,00, in ordine al quale il Comune è stato condannato al pagamento dal Tar Calabria; l'altra relativa alla risoluzione del contratto di concessione della riscossione nei confronti della Censum S.p.A. (per la quale, invece, esiste una sentenza di primo grado favorevole all'ente).

Per tutte queste poste, l'ente ha indicato nelle previsioni definitive di bilancio 2014 un fondo cautelativo di euro 4.300.000 a titolo di integrale copertura, ipotizzando una situazione di soccombenza generalizzata”.

Intanto, mercoledì, una delegazione dell’associazione Scalea Europea ha incontrato il commissario Guetta. Quest'ultimo ha confermato il piano di interventi per la sanificazione degli edifici pubblici e poi ha affrontato la questione relativa alla situazione economica del Comune di Scalea già da diversi anni alle prese con il riequilibrio di bilancio. “Il deficit accumulato negli ultimi vent’anni – commentano da Scalea Europea - deriva da una incapacità generale di riscuotere i tributi. Una situazione che non riguarda soltanto il Comune di Scalea, ma che nella nostra città ha assunto proporzioni enormi tanto da minare la stabilità del bilancio comunale. L’attuale amministrazione rappresentata dal commissario Guetta ha la possibilità di presentare ricorso e tentare di mantenere la gestione ordinaria dei conti pubblici, ma a questo punto è lecito chiedersi se ne valga la pena. Già dal 2014, anno di insediamento della commissione straordinaria, la popolazione di Scalea è costretta a vedersi attribuite le aliquote maggiori per i tributi e né la commissione, né l’amministrazione in carica fino a qualche settimana fa è riuscita a risolvere il problema dell’incapacità di introitare quanto dovuto”.



1,027 visualizzazioni