Scalea, Cgil: «Non diventiamo bersaglio di incivili»

Mimma Iannello, responsabile della Cgil del Tirreno commenta l'estate "turbolenta”


Mimma iannello, Cgil del Tirreno

SCALEA – 28 ago. 19 - Un'estate dai lunghi coltelli quella appena trascorsa. Sono numerosi gli episodi di liti registrate nel centro balneare. In un comune in cui la popolazione si moltiplica a dismisura non si può restare con limitate forze di polizia. Sulla stagione turistica interviene anche la Cgil. Per il sindacato dell'area tirrenica sono tante le ferite inferte al territorio. “L’alto Tirreno cosentino, per le sue bellezze paesaggistiche, continua ad essere meta di turismo che anima l’economia locale ed è anche il territorio in cui è evidente lo sforzo di molti amministratori per affrontare al meglio la stagione.

Puntuale però, ogni anno – scrive la Cgil - in una manciata di settimane, si consuma un’intera stagione che lascia sul campo profitti per pochi, magre occasioni di lavoro per molti e tante ferite al decoro della costa: strade, spiagge, pinete, sponde dei fiumi sono lo sfogo di un’inciviltà crescente che mette a dura prova la più efficace organizzazione pubblica”. Una presenza di breve durata che, chi abita in questi luoghi, ben conosce perchè ormai da anni a cavallo di Ferragosto si arriva al massimo delle presenze, ma si tratta di pochi giorni di vero e proprio caos. Per la Cgil del Tirreno: “Un segno grave dei tempi contro cui occorre attrezzarsi meglio affinché il territorio non diventi il bersaglio della minoranza di orde di incivili che pensano di oltraggiarlo impunemente. E poi, restano anche altre le ferite, quelle al sangue, quelle d’accoltellamento”.

E su tali atti violenti interviene anche Mimma Iannello, responsabile Cgil del Tirreno. «La cronaca locale – afferma Iannello - ci racconta sempre più spesso di risse di villeggianti che sfociano in accoltellamenti. Sono certo episodi occasionali, ma è altrettanto vero che hanno assunto una frequenza preoccupante che turba i residenti ed i tanti villeggianti che hanno scelto il territorio quale meta per trascorrere tranquille vacanze. Sono perciò episodi che non vanno sottovalutati e che sollecitano le amministrazioni locali a lavorare ancora sodo per migliorare e vigilare sulla qualità di un turismo che, per le sue caratteristiche, travolge e sconvolge in poche settimane molto di ciò che incrocia. In particolare, laddove non si pongono i giusti argini in termini di rispetto della legalità, del vivere civile, di vincoli dei servizi e dei controlli». In moli lamentano tale situazione di disagio. Anche camminando con l'auto è facile imbattersi in “violenti” autisti che cercano di far valere le propri ragioni anche laddove non ci sono.

«Difficile invertire la rotta – afferma Mimma Iannello -. Decenni di scempio urbanistico hanno segnato i tratti del turismo locale dove nel caos estivo si mimetizza di tutto, ma si fa ancora poco per controllare i flussi turistici, come ad esempio, per prevenire i rischi delle presenze incontrollate che passano dalle migliaia di seconde case che vengono fittate alla qualunque e che, diversamente, pongono precisi obblighi di legge in termini fiscali e di sicurezza che vengono elusi da proprietari, agenzie e condomini. E’ chiaro che una rissa può scaturire in qualsiasi contesto, ma il monitoraggio e la segnalazione delle presenze alle autorità preposte sarebbe un buon deterrente per scoraggiare presenze incomode. E’ altrettanto evidente la necessità che l’intera costa, ancor più nei mesi estivi, disponga di presidi di legalità dotati di mezzi e organici sufficienti a fronteggiare i rischi per l’ordine pubblico che derivano dal moltiplicarsi esponenziale di presenze sul territorio. Ancor più, in una zona dove le storie di cronaca racconta di frequentazioni, intrecci e interessi che hanno poco a che fare con il sole e il mare».

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