Scalea, "cartelle pazze": interpellanza del consigliere Orrico

Accertamenti ed invio di cartelle a più membri dello stesso nucleo familiare. #scalea


SCALEA – 18 ott. 19 - Vengono ormai definite “pazze”, nel gergo comune, quelle cartelle che contengono dati inesatti e che generano disagi ai cittadini che talvolta sono persino indotti in errore, pagando due volte lo stesso tributo. Eugenio Orrico, consigliere comunale e capogruppo di “Pensiamo a Scalea”, ha presentato al sindaco, Gennaro Licursi, una interpellanza relativa all'invio ripetuto di accertamenti e cartelle Imu ai cittadini di Scalea. Il consigliere d'opposizione vuole andare ancora più a fondo e, infatti, chiede di conoscere: “le motivazioni che portano l'Ente a tartassare ripetutamente i cittadini con accertamenti e con l'invio di cartelle esattoriali a tutti i membri adulti dei nuclei familiari di Scalea”. Nell'interpellanza, si chiede anche “di conoscere e sapere a quale capitolo di spesa corrente è associata la procedura dell'invio delle cartelle, i ruoli dell'anno a cui fanno riferimento e con cui sono state emesse e inviate le cartelle, ed inoltre le date e la legittimità della procedura, le somme che si intendono recuperare dalla comunità di Scalea e se, effettivamente, l'Ente possiede un quadro economico e patrimoniale chiaro per procedere alla riscossioni dei tributi senza ulteriormente gravare sulle tasche dei cittadini”. L'interpellanza nasce dal fatto che negli ultimi giorni numerosi cittadini di Scalea lamentano la ricezione “ripetuta” a mezzo posta di cartelle esattoriali e accertamenti Imu, “gravati di ulteriori interessi di mora e spese di spedizione agli stessi utenti”. Insomma la situazione non sembra essere chiara. C'è il rischio che i cittadini vengano indotti in errori che potrebbero generale un ulteriore esborso di somme di denaro. Orrico fa presente che: “le stesse cartelle esattoriali vengono inviate con gli stessi importi a tutti i maggiorenni di un nucleo familiare e, quindi, se un nucleo familiare è composto da 4 persone adulte, residenti nello stesso numero civico, vengono ricevute 4 buste contenenti lo stesso accertamento gravato di spese per le stesse famiglie di Scalea e per lo stesso Ente”. Orrico aggiunge un altro particolare: “l'invio di queste cartelle sembrerebbe costare alla città di Scalea circa 40.000 euro solo per le relative spese di spedizione e la somma dovrebbe ricadere nelle spese correnti del bilancio comunale, venendo comunque ripartita fra i contribuenti che pagano regolarmente le tasse. Questo metodo di accertamento – conclude - comporta solo disagi e inutili file agli sportelli, oltre che risultati poco soddisfacenti dal punto di vista delle entrate tributarie”.

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