Scalea, accusato di furto ed evasione: dal carcere ai domiciliari

SCALEA – 30 apr. 20 - Un uomo di Scalea G.A.R. era ristretto presso il carcere di Paola per avere commesso due delitti nell’ambito di una stessa vicenda. Ieri il giudice di sorveglianza di Cosenza, in totale accoglimento della istanza dell’avvocato penalista Antonio Crusco, nominato recentemente quale legale di fiducia, ha disposto i domiciliari per l’indagato, ordinando la sua scarcerazione. In particolare, G.A.R., dopo avere forzato la porta di ingresso di un’appartamento estivo contiguo ad un noto lido balneare di Scalea, aveva rubato un computer portatile completo di cavo, mouse, un lettore mp3 e somme di denaro contante per circa 400 euro, suddivise in varie monete. Dopo essere stato pizzicato dalle forze dell'ordine, era stato sottoposto alla misura degli arresti domiciliari. In quel frangente, è evaso con l'obiettivo di recarsi nuovamente nell'abitazione che aveva “visitato” nei giorni precedenti, per recuperare ulteriore refurtiva, 500 euro.

I fatti, oggetto dell'accaduto, risalgono al mese di luglio del 2018. Un militare, in servizio presso la compagnia carabinieri di Scalea, mentre si trovava libero dal servizio, in un noto lido balneare di Scalea, era stato avvisato dal bagnino del fatto accaduto poco prima. All’interno dell’abitazione estiva di proprietà del datore di lavoro del bagnino, A.C., situata nei pressi del parcheggio dello stabilimento, era stato commesso un furto. Il militare, si era quindi recato nel parcheggio e aveva visto scendere, con fare agitato, un ragazzo, riconosciuto nell’indagato, G.A.R., già noto all’ufficio per segnalazioni in materia di reati contro il patrimonio. Giunti altri militari della stazione dei carabinieri di Scalea, erano stati ad acquisiti i filmati delle telecamere di videosorveglianza ricavati dal sistema posto all’esterno dell’abitazione. Nelle immagini era evidente l’effettiva presenza di G.A.R.. Era visibile mentre entrava ed usciva dall’immobile per ben due volte. A quel punto, scattavano gli arresti domiciliari.

Succedeva però ben altro: la stessa sera, intorno alle ore 20.00, l'indagato, dopo essere stato arrestato e messo agli arresti domiciliari, evadeva per fare ritorno nuovamente nel teatro del delitto al fine di recuperare ulteriore refurtiva. Difatti un altro militare della stazione dei carabinieri di Scalea, mentre si trovava presso il noto lido balneare, veniva avvicinato da alcuni avventori, i quali lo avvisavano del fatto che il giovane, che nel pomeriggio era stato arrestato, si trovava nuovamente in giro nei dintorni dello stabilimento. A quel punto, il militare, contattava il collega che nel pomeriggio aveva tratto in arresto G.A.R. Per avere conferma del fatto che si trattasse della stessa persona e, atteso il suo arrivo, raggiungeva il giovane, che, nel frattempo, si era allontanato sul corso mediterraneo di Scalea. Una volta fermato, gli agenti appuravano che si trattava della stessa persona che era stato arrestato appena poche ore prima per furto. G.A.R aveva con sé una busta di colore giallo contenente altra refurtiva: altre somme di denaro, oggetto del precedente furto. L’uomo, alla loro vista, tentava di scappare, ma invano.

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