Santa Maria del Cedro, senza allaccio all'acqua potabile e alle fogne: sei ordinanze di inagibilità

Aggiornato il: set 14

L'amministrazione del sindaco Ugo Vetere dichiara inagibili, fino a dimostrazione contraria, 283 appartamenti distribuiti in sei condomini del centro tirrenico



SANTA MARIA DEL CEDRO – 27 ago. 20 - Sei ordinanze coraggiose su impulso dell'amministrazione comunale del sindaco Ugo Vetere, tutte dello stesso tenore. La mancata presenza di allacci idrici e fognari ha generato l'atto a firma del responsabile dell'area urbanistica manutentiva che proclama: “L'inagibilità delle unità immobiliari presenti nel condominio, inibendone l'utilizzo per i proprietari, per gli occupanti a qualunque titolo, nonché per chiunque vi possa accedere, sino al perdurare delle condizioni rilevate e comunque fino alla sua regolarizzazione mediante l'esecuzione di tutte le opere necessarie”. Si legge ancora nell'ordinanza: “Sono da ritenersi escluse dalla dichiarazione di inagibilità le unità immobiliari per cui sussiste rituale allaccio idrico in ottemperanza alle disposizioni regolamentari vigenti e certificazioni di agibilità”. La situazione riguarda sei condomini nel territorio di Santa Maria del Cedro, per un totale di ben 283 appartamenti, e mette con le spalle al muro chi non è in regola. Infatti, la disposizione resta valida sino all'avvenuta esecuzione di tutte le opere necessarie per rendere agibile l'immobile.



Tali opere, inoltre, dovranno essere eseguite in ottemperanza a quanto previsto nel regolamento comunale e secondo le disposizioni tecniche previamente concordate con l'ufficio. Insomma si tratta di una rivoluzione coraggiosa che avrà anche un ritorno economico importante per il comune, in quanto certamente verranno regolarizzate posizioni fino ad ora poco chiare. Il provvedimento è stato pubblicato, secondo quanto prevede la normativa, nell'albo pretorio del comune. L'ufficio ha avviato una complessiva attività di ricognizione sul territorio, in merito alla regolarità degli allacci idrici e fognari, nel perseguimento di superiori interessi di tutela della salubrità e igiene pubblica. L'ordinanza prevede che: “è vietato destinare ad uso potabile e domestico acque che non siano giudicate idonee dalle competenti autorità sanitarie e che non rispondano per quanto riguarda captazione prelievo trasporto a quanto previsto dalla legge. L'utilizzo di fonti autonome di approvvigionamento a scopo potabile è soggetto al rilascio di nulla-osta accordato in base alle risultanze dell'esame ispettivo della competente autorità sanitaria e all'esito favorevole delle analisi chimiche e batteriologiche. Nelle zone servite da pubblico acquedotto è obbligatorio l’allacciamento allo stesso; e la dotazione idrica per uso potabile ed igienico costituisce requisito fondamentale dell'abitabilità ed agibilità degli edifici destinati all’abitazione. Il certificato ovvero la segnalazione certificata di abitabilità o agibilità degli immobili è finalizzata alla verifica della salubrità, sicurezza, per l'incolumità fisica degli abitanti, delle costruzioni, e ciò nei vari aspetti che la normativa ha preso in considerazione nel corso del tempo”. E ancora: “L’allacciamento alla condotta idrica è funzionale a sopperire a bisogni (e cioè: l'igiene, tramite l’immediata accessibilità all'acqua corrente) che per gli standard della vita moderna sono da considerarsi primari e irrinunciabili”. C'è ora l'invito a regolarizzare la situazione mediante l'allaccio alla rete idrica che ancora, nonostante i vari solleciti, non è stata perfezionata. Un sopralluogo congiunto della polizia municipale e ufficio tecnico in data 24 agosto 2020 attesta il perdurare dell'inottemperanza. Si apprende ancora che non risultano agli atti, debitamente autorizzate, fonti autonome di approvvigionamento alternative; gli immobili sono sforniti di acqua potabile ovvero tale situazione integra ipotesi di utilizzo abusivo di fonti autonome di approvvigionamento non abilitate e verificate sotto il profilo sanitario”.

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