Santa Maria del Cedro, prostituzione:due calabresi coinvolti in una operazione della Polizia di Roma

L'attività investigativa denominata "Operazione Luna brasiliana” portata a termine nei giorni scorsi, nella capitale e in varie località

SANTA MARIA DEL CEDRO – 5 lug. 20 – Ci sono anche due calabresi del Tirreno cosentino fra le otto persone arrestate nelle prime ore della mattinata di giovedì scorso. Sono ritenute responsabili di aver costituito due distinte organizzazioni criminali volte a favorire l’immigrazione clandestina e l’induzione, lo sfruttamento e il favoreggiamento alla prostituzione di persone sudamericane.


  • Gli arresti, sono stati effettuati in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip del Tribunale di Roma su richiesta della Procura di Roma. Le due organizzazioni operavano secondo quanto emerso dalle indagini, nelle zone di prostituzione nei quartieri Prenestino e Testaccio. La polizia che ha svolto l'attività di indagine ha individuato una situazione particolare fra le due organizzazioni, in contrasto tra oro per il predominio territoriale nell'area del colle prenestino. In manette sono finiti:

  • MENDONCA DA SILVEIRA Daniel, inteso “Daniela” o “Mary”, nato il 24.06.1984 in Brasile;

  • CAPEZZONE Felice, nato il 2.07.1963 a Roma;

  • ARANTES DO NASCIMENTO Camilla, detta “Camila”, nata il 26.12.1987 a Paulista-Pernambuco (Brasile);

  • MARANO Giuseppe, detto “Pino”, nato il 3.04.1974 a Cosenza;

  • DA SILVA RIBEIRO José Roberto, detto “Robertina”, nato il 1.06.1981 a Santa Rita (Brasile);

  • DE OLIVEIRA CARVALHO Marcos Frederico, detto “Michaela”, nato il 15.04.1982 in Brasile;

  • AULICINO Christian, nato il 31.03.1985 a Belvedere Marittimo (CS);

  • LOPES CAMELO Flavio, detto “Wanessa”, nato il 24.05.1984 a Fortaleza (Brasile) – da tempo non presente sul territorio nazionale.

Gli arrestati reclutavano numerosi brasiliani per farli prostituire: li facevano arrivare in Italia clandestinamente e li aiutavano a rimanere sul territorio nazionale, provvedendo all’appartamento e al pagamento delle utenze necessarie. Tutto questo avveniva, secondo le indagini, in un numero imprecisato di appartamenti, affittati in nero con contratti fittizi intestati a loro o a prestanome.

Le attività criminali, secondo quanto si è appreso, da Roma si estendevano anche in altre città italiane.

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