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Santa Maria del Cedro, operazione "Freeland" a Trento: Angelo Zito rimesso in libertà dal Riesame

L'uomo, originario di Santa Maria del Cedro, era accusato di partecipazione ad associazione mafiosa, tentato sequestro di persona a scopo di estorsione e tentata estorsione. Secondo le indagini avrebbe preso parte anche al sequestro Celadon

SANTA MARIA DEL CEDRO – 30 lug. 20 – Una intercettazione collocava il 59enne Angelo Zito fra i presunti partecipanti al sequestro Celadon. Ieri, il tribunale del riesame di Trento, accogliendo pienamente la tesi difensiva degli avvocati Andrea Napolitano, del foro di Paola e Andrea Stefenelli, del foro di Trento, ha disposto l’immediata scarcerazione di Angelo Zito. Il commerciante originario e residente di Santa Maria del Cedro, ma domiciliato da tempo a Pergine Valsugana (Tn), era finito nelle maglie dell'operazione denominata “Freeland” condotta dalla Dda di Trento. Due sequestri di persona (uno, del 1988, un altro avvenuto a Bolzano nell’agosto del 2018) sono contenuti negli atti dell’inchiesta che riguardano Angelo Zito, finito nel carcere di Tolmezzo per cinquanta giorni. Secondo la procura, Zito sarebbe un compartecipe dell’associazione per delinquere di stampo mafioso e avrebbe avuto un ruolo nelle minacce, nelle estorsioni. E anche in un sequestro di persona che sarebbe avvenuto nell’agosto del 2018 e sarebbe stato la conseguenza di un debito non pagato dal socio del sequestrato, chiuso in un magazzino e minacciato con un martello. «Abbiamo dimostrato l’assoluta estraneità di Zito sia alla ipotizzata associazione mafiosa che a tutti i gravi reati contestatigli, inclusa l’ipotesi di un suo coinvolgimento nel sequestro Celadon – affermano gli avvocati Andrea napolitano e Andrea Stefenelli –. Si conclude, finalmente, un’odissea durata 50 giorni per Angelo Zito, giudicato completamente estraneo a tutti i reati contestati dalla DDA di Trento”.



Angelo Zito, commerciante, residente a Santa Maria del Cedro, era stato arrestato lo scorso 9 giugno insieme ad altre 17 persone nell’ambito dell’inchiesta della Dda di Trento, denominata “Freeland”, con le gravi accuse di partecipazione ad associazione mafiosa, tentato sequestro di persona a scopo di estorsione e tentata estorsione e tentata estorsione aggravati dalla finalità di agevolare la consorteria mafiosa capeggiata da Mario Sergi, ritenuto il boss di una locale di ‘ndrangheta in Alto Adige. Zito, secondo l’accusa, sarebbe stato compartecipe della consorteria ‘ndranghetista con compiti di esecutore nelle attività estorsive del clan. Sin da subito, già all’esito del giudizio di riesame, però, in accoglimento dell’impugnazione proposta dai legali di Zito, le imputazioni di partecipazione all’associazione di stampo ‘ndranghetistico e quella di tentato sequestro di persona a scopo di estorsione, fanno sapere i legali, erano immediatamente cadute. A seguito dell’udienza tenutasi, in riferimento anche all’ultimo capo di imputazione rimasto in contestazione, il provvedimento del Tribunale del Riesame di Trento ha messo fine alla vicenda, accogliendo tutte le istanze della difesa e scarcerando definitivamente Angelo Zito.

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