Belvedere Marittimo, plogging sulla SP 263: allarme discariche abusive

Il 4 ottobre associazioni e cittadini hanno raccolto i rifiuti lungo il collegamento con Belvedere Marittimo. I promotori chiedono alle istituzioni vigilanza, fototrappole e bonifiche nelle aree dove l’intervento dei volontari non basta
7 ottobre 2026 - 18:00
di Matteo Cava

Volontari, associazioni ambientaliste e realtà civiche hanno partecipato il 4 ottobre a una giornata di plogging lungo la Strada Provinciale 263, tra Sant’Agata di Esaro e Belvedere Marittimo. L’iniziativa, nuova tappa delle Giornate Ecologiche, ha unito la raccolta dei rifiuti abbandonati alla denuncia del degrado che, secondo i promotori, continua ad aggravarsi lungo il percorso.
L’appuntamento si è svolto nella giornata dedicata a San Francesco d’Assisi, con un richiamo alla tutela dell’ambiente e alla responsabilità collettiva. Al centro della mobilitazione, la presenza di micro-discariche nei siti montani adiacenti alla carreggiata e la richiesta di interventi continuativi da parte degli enti competenti.
Le associazioni e la raccolta lungo la provinciale
Hanno preso parte all’iniziativa WWF Calabria Citra, AIDAAS, Legambiente Riviera dei Cedri, Comitato Cittadino per la Tutela del Territorio e Contro gli Incendi, Sant’Agata 4x4, Circolo PD “A. Gramsci” di Belvedere Marittimo e Laboratorio Popolare.
Volontari e attivisti si sono mobilitati fin dal mattino dai due punti di ritrovo: Piazza Facio, a Sant’Agata di Esaro, e la Casa Cantoniera al km 9. Da lì hanno proceduto alla raccolta dei rifiuti lungo il tratto interessato, intervenendo anche su diverse micro-discariche presenti nelle aree vicine alla strada.
L’obiettivo era restituire decoro ai luoghi e richiamare l’attenzione sugli abbandoni che si ripetono lungo questa arteria, indicata nel comunicato come di competenza della Provincia di Cosenza.
«Non possiamo limitarci a raccogliere»
Per i promotori, l’impegno dei cittadini deve essere accompagnato dall’azione delle istituzioni. Le associazioni denunciano un peggioramento progressivo della situazione ambientale lungo la SP 263 e chiedono maggiore vigilanza.
«Non possiamo limitarci a raccogliere ciò che l’inciviltà altrui getta via costantemente», dichiarano i promotori dell’iniziativa.
«Il nostro obiettivo è sensibilizzare la collettività, ma prima ancora richiamare gli Enti preposti e le Istituzioni a esercitare con determinazione le funzioni di vigilanza, prevenzione e repressione previste dalla legge».
La giornata ecologica assume così anche il significato di una sollecitazione pubblica: alla rimozione dei rifiuti deve affiancarsi un’attività capace di prevenire nuovi abbandoni e individuare i responsabili.
L’esposto del 2025 e la richiesta di archiviazione
Nel comunicato, le associazioni ricordano di aver presentato nel 2025 un esposto alla Procura della Repubblica di Paola, denunciando reiterati sversamenti lungo la provinciale.
Secondo quanto riferito dai promotori, agli accertamenti della polizia giudiziaria è seguita una richiesta di archiviazione, poiché gli autori dei reati denunciati sono rimasti ignoti.
Le realtà associative lamentano l’assenza di interventi strutturali e di controlli efficaci. Ribadiscono quindi la necessità di segnalare formalmente gli scempi all’autorità giudiziaria e sollecitano bonifiche istituzionali nei punti in cui la raccolta manuale dei volontari non è tecnicamente possibile o sufficiente.
Fototrappole, controlli e bonifiche: le richieste
Le richieste rivolte agli enti competenti comprendono fototrappole, vigilanza costante, sanzioni e interventi di bonifica. Per i promotori, la partecipazione dei cittadini deve trovare seguito in una presenza continuativa delle istituzioni lungo la SP 263.
Il richiamo a San Francesco d’Assisi e alla tutela del Creato accompagna dunque una richiesta concreta: impedire che le aree ripulite tornino a essere luoghi di abbandono dei rifiuti.



