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San Nicola Arcella, residenza per anziani: parla il direttore, Emilio Pastore - VIDEO

SAN NICOLA ARCELLA – 18 apr. 20 - Le residenze per anziani, in questi giorni, sono sotto l'occhio del ciclone. In diversi casi sono diventate focolai di infezioni e, purtroppo, all'interno sono ricoverate persone deboli, obiettivi facili del Covid 19. Nella zona dell'alto Tirreno cosentino c'è una struttura che può essere definita “un'isola felice”. Ma, ovviamente, l'attenzione del personale e della direzione è sempre al massimo. Il dottor Emilio Pastore che dirige la struttura ha “giocato” d'anticipo. In tempi in cui ancora non erano state attuate le restrizioni, ci riferiamo alla fine del mese di febbraio, ha interrotto, con sofferenza, le visite dei familiari agli ospiti e man mano ha anche ridotto la presenza del personale non strettamente necessaria alle cure degli anziani.


Emilio Pastore

Al direttore Emilio Pastore abbiamo chiesto di riferirci sulla situazione.

«Esprimo solidarietà a tutti coloro i quali vivono il dramma del Covid 19 all'interno delle Rsa. E' sicuramente una “gatta da pelare” difficile da gestire in tale situazione». Sono stati fatti diversi tamponi al personale della struttura?

«Per fortuna sono risultati tutti negativi. Però permettetemi di chiarire una situazione, partita dalla ben nota vicenda dell'infermiera che lavora alla clinica Rosano di Belvedere, alla quale esprimo la mia vicinanza e la pronta guarigione. L'infermiera ha una relazione con un dipendente amministrativo. C'era il rischio che partisse la catena di contagio. Il dipendente è stato uno dei primi ad essere sottoposto al tampone ed è risultato negativo».

A quel punto è nata la questione con il comune di Tortora che ha comunque emesso le ordinanze di quarantena?

«Con il tampone negativo per il nostro dipendente, le quarantene potevano decadere, perchè non essendoci la catena di contagio, interrotta con il probabile untore, poteva finire lì. Abbiamo fatto anche tamponi al personale di Tortora, risultati negativi. Altri sono stati fatti per altri dipendenti e tutto è risultato essere nella normalità. Successivamente siamo tornati ai livelli di normalità anche con l'assistenza».

Avete mai avuto problemi?

«No. I livelli di assistenza sono stati sempre garantiti e, per questo, ringrazio tutto il personale della Rsa che mi ha dato la massima fiducia ed ha prestato la massima collaborazione nei momenti di difficoltà, garantendo anche qualche turno in più, anche di notte».

Avevate preso delle misure restrittive già in precedenza. Una scelta che forse si è rivelata vincente?

«Come si dice: “prevenire è meglio che curare” è una politica che nel lungo periodo ripaga. Nel periodo in cui la Calabria era ancora zona verde, il 26 febbraio, ho fatto una riunione con il personale e abbiamo chiuso le porte. Non solo ai parenti degli ospiti, ma anche al personale che non era strettamente necessario, ai fornitori, a coloro i quali collaborano con la Rsa esternamente. Abbiamo attuato dei protocolli molto restrittivi su questo».

Un sacrificio per i familiari?

«Certo, a suo tempo, qualche familiare mi ha anche detto di essere esagerato. Probabilmente, oggi, le stesse persone, forse mi stanno ringraziando. La prevenzione ripaga. Un po' di fortuna, un po' di divina provvidenza e tutto potrebbe rimanere circoscritto a questa positività».

Tutto funziona come previsto?

«Il personale è attento; i protocolli sono stati impartiti, secondo le regole. Mi auguro che continui così».

Come vede il futuro della Rsa. Non sarà facile tornare alla “normalità”?

«Io sono una persona che si preoccupa di carattere, già un po' allarmista; personalmente ritengo di portare avanti questa politica fino alla fine di maggio. Poi vedremo. Anche perché, la curva è discendente, però siamo in una fase in cui ci sono ancora dei contagi. Tornare alla normalità potrebbe generare una fase di rilassamento. Tutto ciò potrebbe indurci a sbagliare e quindi manterrò i livelli di guardia alti».

Ma il personale poi va a casa?

«Sì è vero, ma ho dettato delle regole anche sui comportamenti all'esterno della struttura. La profilassi da fare nella propria abitazione, quando vengono al lavoro. Abbiamo fornito tutte le informazioni necessarie. Poi siamo sotto questo cielo e spero che questa politica mi ripaghi davvero»

L'INTERVISTA VIDEO


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