San Nicola Arcella, omicidio a Lucca: convalidato l'arresto di Zangari

Aggiornato il: 28 dic 2019

Per il tribunale di Paola permangono i gravi indizi di colpevolezza ed il pericolo di fuga


SAN NICOLA ARCELLA – 26 nov. 19 - Udienza di convalida per Graziano Zangari, 46enne, nato a San Nicola arcella e residente con la sua famiglia, originaria di Mammola in provincia di Reggio Calabria, da anni nel centro dell'alto Tirreno cosentino. L'uomo è ritenuto l'autore dell'omicidio di Chiara Corrado, la quarantenne trovata morta in una roulotte, in una zona isolata di Torre del Lago, nei pressi di Lucca. Graziano Zangari è comparso, accompagnato dall'avvocato di fiducia, Francesco Sapone, davanti al giudice per le indagini preliminari del tribunale di Paola, Rosamaria Mesiti, che ha convalidato l'arresto ritenendo sussistenti i gravi indizi di colpevolezza. D'altronde l'indagato aveva già fatto delle ammissioni durante l'interrogatorio avvenuto in concomitanza con l'arresto effettuato dai carabinieri nel centro storico di San Nicola Arcella, dove l'uomo si era ritirato, forse subito dopo aver occultato il corpo martoriato della povera Chiara Corrado. Il Gip Mesiti ha accolto le richieste del pubblico ministero Maria Francesca Cerchiara. In sostanza le richieste che aveva fatto il sostituto procuratore di Lucca, Aldo Ingangi, titolare dell'indagine sull'omicidio. Zangari, resta in carcere, per il pericolo di fuga e per il fondato pericolo di reiterazione del reato. L'omicidio sarebbe avvenuto al termine dell'ennesima lite avvenuta in un contesto complicato di una relazione sentimentale caratterizzata da momenti difficili, da uso di sostanze stupefacenti, dalla mancanza di lavoro, dalla situazione precaria dell'alloggio e forse anche da episodi di prostituzione. C'è l'aggravante, contestata, relativa alle modalità e ai mezzi dell'azione portata a termine con l'utilizzo, a quanto pare, di una mazzetta da muratore con colpi inferti direttamente al capo della vittima. Una situazione che, secondo il Gip, confermerebbe la volontà omicidiaria dell'uomo. I fatti si inquadrerebbero in una giornata convulsa. Pare che l'indagato abbia fatto uso di tranquillanti, alcol e sostanze stupefacenti nel giorno dell'omicidio. E in quella stessa giornata la vittima si sarebbe avventata contro Zangari utilizzando un coltello. L'uomo avrebbe colpito la donna con la mazzetta nel momento in cui la vittima era sdraiata sul letto e disarmata. Non ci sono dubbi sul fatto che l'omicidio, nell'area di Lucca e Viareggio ha generato grande allarme sociale. E' stato evidenziato sin da subito anche il pericolo di fuga, visto che l'uomo, subito dopo i fatti si è reso irreperibile, tornando in Calabria, ma lasciando a casa una lettera che avrebbe potuto far ipotizzare la scelta di un luogo completamente diverso.

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