San Nicola Arcella, la "gara infinita" della Rsa: c'è anche una proposta di revoca in autotutela

Lo scrive il responsabile dell'Uoc di Ingegneria clinica dell'Asp di Cosenza, Ing. Capistro in una lettera



SAN NICOLA ARCELLA – 26 set. 20 - Sin dall'inizio, stiamo seguendo l'evoluzione da sempre, l'abbiamo definita la “gara infinita”. Perchè è così. Evidentemente c'è qualcosa che non funziona. Sono cambiate le commissioni sette volte. Ma la vicenda legata alla gestione della residenza per anziani “San Francesco di Paola” a San Nicola Arcella è da tempo avvolta nelle stranezze. Sin da quando si è voluto cambiare il contenuto di un contratto che aveva previsto una gestione di 9 anni più 9. da interrompere solo se vi fossero state inadempienze. Eventualità mai contestata. Ma poi, sulla questione ne è passata di acqua sotto ai ponti. L'infinita gara della Rsa di San Nicola Arcella ormai dal 2016, viene contestata sin dal primo giorno dell'indizione per vizi, di pubblicità, di forma e nella procedura. L'ultimo capitolo riguarda le dichiarazioni del responsabile dell'Uoc di Ingegneria clinica dell'Asp di Cosenza, Ing. Capistro, che in una nota recita testualmente: “Condividendo nella sostanza tutte le valutazioni rilevate dal presidente della commissione giudicatrice Avv. Maria Acquaviva, in merito agli aspetti tecnici del bando per la Rsa San Francesco di Paola e verificata l'analogia delle irregolarità in entrambe le procedure di gara (si riferisce alla gara della Rsa di Caloveto), con nota dettagliata prot. n 117413 del 01-10-2019, ha ritenuto opportuno proporre alla Direzione generale dell'Asp di Cosenza la revoca, in autotutela debitamente motivata degli atti di entrambi le gare già in itinere”.



Una situazione particolare che rispetto ad una eventuale revoca dei bandi, presuppone la verifica dei presupposti giuridici e tecnici per l'indizione di una nuova gara. E non è da sottovalutare la questione della nomina della commissione giudicatrice che negli anni è stata cambiata fino a sette volte, sempre con motivazioni diverse e, c'è anche da aggiungere, non sempre molto chiare. Si può richiamare, per esempio, la determinazione dell'ex direttore generale dell'Asp, la n. 226 del 13.12.2017, con cui veniva sostituito un componente della commissione Avv. Giuseppe Brogno con l'attuale componente Avv. Giovanni Lauricella, già responsabile dell'ufficio legale dell'Asp di Cosenza. La lettera, agli atti anche di gara, dell'Avv. Giuseppe Brogno del 29.11.2017 indirizzata all'ex direttore generale dell'Asp Raffaele Mauro, conteneva la motivazione delle dimissioni dalla commissione giudicatrice. Si esprimevano perplessità in ordine alla nomina di un componente nella commissione giudicatrice facente parte dell'ufficio legale interno dell'Asp. “Egr. Sig. direttore – si legge in quel documento - ho approfondito, quindi solo da poco il caso in questione e proprio per evitare altri possibili intoppi e speculazioni da lei paventate con la sua a me diretta e che potrebbero impedire ulteriormente il buon esito della gara in argomento e della sua rapida conclusione che ritengo, a mio onesto parere, sussistere il possibile conflitto, non solo per il sottoscritto, ma per qualunque altro avvocato (dirigente o meno) appartenente all'ufficio legale interno dell'Asp, di astenersi comunque dal partecipare, quale membro, alla suddetta gara. Tanto le comunico mia scienza e coscienza". C'è chi si chiede: sono legittimi, allora, gli atti prodotti dalla successiva commissione nominata. E' meglio revocare in autotutela, per evitare l'annullamento della stessa al Tar, da parte di qualche ditta concorrente per le paventate gravi violazioni procedurali dagli stessi membri ed ex della commissione giudicatrice?

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