top of page

San Lucido, sospetto focolaio da cozze: controlli in ospedale, ordinanza del sindaco

Immagine del redattore: Matteo Cava
Matteo Cava
17 ago
Tempo di lettura: 2 min

Ordinanza cautelativa a San Lucido dopo una segnalazione sanitaria relativa a più accessi al Pronto soccorso con sintomi compatibili con tossinfezione o intossicazione alimentare. Sospesa la vendita in un esercizio commerciale mentre proseguono gli accertamenti su lotti, provenienza e filiera


17 agosto 2026 - 07:51


San Lucido, cozze ritirate: richiesti i dati su fornitori e vendite


SAN LUCIDO (CS) – Stop immediato e cautelativo alla vendita e alla somministrazione di cozze in un esercizio commerciale di San Lucido. Il provvedimento è stato adottato dopo una segnalazione sanitaria relativa a più accessi al Pronto soccorso di persone con sintomi compatibili con tossinfezione o intossicazione alimentare, indicata allo stato degli atti come verosimilmente correlata al consumo di cozze.

La misura è contenuta nell’ordinanza sindacale numero 63 del 15 agosto 2026, emanata dal sindaco Cosimo De Tommaso. Il blocco riguarda l’esercizio commerciale individuato nella segnalazione sanitaria, la cui denominazione risulta omissata nel provvedimento reso disponibile.

Al momento, dunque, non risulta accertato un nesso causale definitivo tra i casi segnalati e il consumo dei molluschi. Proprio per chiarire origine e possibile collegamento sono previste un’indagine epidemiologica, verifiche sulla provenienza e sulla tracciabilità del prodotto ed eventuali campionamenti e analisi.



Cosa prevede l’ordinanza

Il Comune ha disposto una serie di misure immediate nei confronti dell’esercizio interessato e dei prodotti considerati sospetti:

  • sospensione della vendita, somministrazione, distribuzione e cessione delle cozze e degli eventuali altri molluschi bivalvi vivi riconducibili agli stessi lotti, partite o forniture sospette;

  • ritiro dal commercio e separazione dei prodotti, che devono essere custoditi in un’area non accessibile alla vendita con la dicitura «PRODOTTO SOTTOPOSTO A BLOCCO CAUTELATIVO – DIVIETO DI VENDITA E SOMMINISTRAZIONE»;

  • divieto di movimentare, restituire, cedere, smaltire o alterare i prodotti senza preventiva autorizzazione dell’autorità sanitaria o degli organi di vigilanza;

  • obbligo di mettere a disposizione entro due ore dalla notifica (già avvenuta) la documentazione sulla provenienza, la data di consegna, il fornitore, il lotto, le quantità ricevute e vendute e le giacenze residue;

  • accesso ai locali, ai frigoriferi, ai banchi vendita, ai registri e alla documentazione per gli operatori sanitari, la Polizia Locale, i Carabinieri NAS e gli altri organi competenti;

  • sanificazione straordinaria delle superfici, delle attrezzature e dei contenitori utilizzati per conservazione, manipolazione e vendita dei prodotti sospetti.

Particolare attenzione sarà quindi riservata alla ricostruzione della filiera. La documentazione richiesta dovrà permettere agli organismi competenti di risalire ai fornitori e ai lotti, verificare le quantità già commercializzate e accertare l’eventuale presenza di ulteriori prodotti riconducibili alle forniture oggetto di sospetto.



Stop fino agli esiti degli accertamenti

L’ordinanza ha efficacia immediata e resterà valida fino alla revoca espressa o all’adozione di un successivo provvedimento. Le prossime decisioni dipenderanno dagli esiti dell’indagine epidemiologica, degli eventuali campionamenti e delle analisi, oltre che dai controlli sulla provenienza e sulla tracciabilità del prodotto.

Il Comune precisa inoltre che il provvedimento ha natura cautelativa ed è finalizzato alla tutela della salute pubblica, «indipendentemente dall’accertamento definitivo di responsabilità».

Lo stop, sulla base dell’ordinanza, non riguarda indistintamente tutte le cozze commercializzate a San Lucido, ma l’esercizio indicato nella segnalazione sanitaria e i prodotti riconducibili ai lotti o alle forniture sospette.

Saranno ora gli accertamenti sanitari e le verifiche sulla filiera a stabilire l’origine dei prodotti coinvolti e l’eventuale collegamento con i malesseri segnalati. Sulla base dei risultati potranno essere confermate, modificate, estese o revocate le misure adottate.

bottom of page