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S. Maria del cedro: attivati i progetti utili alla collettività

Aggiornamento: 10 dic 2021

Impiegati i percettori del reddito di cittadinanza per il progetto “I custodi della bellezza della città del cedro”



SANTA MARIA DEI CEDRO – 8 dic. 21 - La giunta comunale con a capo il sindaco Ugo Vetere ha deliberato sui progetti utili alla collettività con l'impiego di percettori del reddito di cittadinanza. Il progetto proposto dall'esecutivo comunale si intitola “I custodi della bellezza della città del cedro”. Si tratta di iniziative mirate all'accoglienza, alla vigilanza e al supporto logistico. Un servizio di assistenza al pubblico all'interno degli spazi di interesse.. Nel progetto è inserita la collaborazione all'allestimento di iniziative come convegni, mostre, conferenze, eventi; la predisposizione e distribuzione di questionari di gradimento al pubblico. Si prevede l'impiego di quattro unità, individuate tra i percettori del reddito di cittadinanza e che hanno firmato un patto per il lavoro o un patto per l'inclusione sociale. Si procederà alla valutazione delle competenze di ognuno. L'amministrazione si riserva anche la possibilità di approvare ulteriori progetti utili alla collettività, in ambiti anche diversi e in relazione alle esigenze che si manifesteranno.


L'amministrazione ha tenuto in considerazione il fatto che il “Reddito di cittadinanza prevede per i beneficiari la sottoscrizione di un patto per il lavoro o di un patto per l'inclusione sociale; all'interno di tali patti è prevista, per i tenuti agli obblighi, la partecipazione a progetti utili alla collettività, quali progetti a titolarità dei comuni, in ambito culturale, sociale, artistico, ambientale, formativo e di tutela dei beni comuni. I Puc – si legge ancora - sono da intendersi come attività di restituzione sociale per coloro che ricevono il beneficio del Reddito di cittadinanza e rappresentano un'occasione di inclusione e di crescita per i beneficiari e per la collettività”. Il decreto, inoltre, condiziona l'erogazione del beneficio alla dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro, nonché ad un percorso personalizzato di accompagnamento all'inserimento lavorativo e all'inclusione sociale secondo le modalità ed i requisiti indicati, proprio per raggiungere il fine previsto di un "Patto per il lavoro" e "Patto per l'inclusione sociale". Tali attività, ricordano, non sono assimilabili ad attività di lavoro subordinato o parasubordinato o autonomo, e devono intendersi complementari, a supporto ed integrazione, non sostitutive di quelle ordinariamente svolte dai Comuni e dagli Enti Pubblici coinvolti, riguardanti sia nuove attività che potenziamento di quelle esistenti. “I progetti devono partire dai bisogni della collettività, devono prevedere occasioni di "empowerment", tenendo canto delle competenze individuali dei cittadini beneficiari”.



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