Risonanza magnetica: perché è ferma dal 2012

Praia a Mare, i problemi legati al macchinario che non entra in funzione


PRAIA A MARE – 12 dic. 19 - Il drammatico ritardo nell’avvio della risonanza magnetica dell’ospedale di Praia a Mare non può essere imputabile ad una sola persona, come si sostiene in una lettera ufficiale dei due sindaci di Praia a Mare e Tortora.

Probabilmente, si tratta di una serie di concause, ma anche di possibili azioni portate avanti anche da persone che non sembrano voler bene alla struttura ospedaliera di Praia a Mare. Insomma la situazione è complessa. Una delle motivazioni che contribuisce a tenere ancora chiusa la porta di quella stanza è certamente dovuta alle prescrizioni dell’Inail che contribuisce alla sicurezza degli operatori e dei pazienti stessi. E quando si parla di sicurezza, spesso e volentieri, i tempi si dilatano e possono diventare biblici. Come in questo caso.

Basti ricordare che già al momento di installare il “macchinario” si è dovuto smontare in pezzi perché, intero, dalla porta non sarebbe mai passato.

Apprendiamo: per avviare la risonanza magnetica c’è bisogno di un responsabile clinico, in questo caso il dottor Antonio Lopez, e un responsabile per la sicurezza che attualmente dovrebbe essere un fisico esperto di III livello, pare che si tratti di Fiorello Martire. A quest’ultimo, però, non sarebbe stato rinnovato il contratto di esperto qualificato da parte dell’Asp di Cosenza. Questa sarebbe già una delle questioni burocratiche che contribuiscono a tenere spenta la Risonanza Magnetica. L’Inail avrebbe anche avviato una serie di prescrizioni per i vari siti: Cetraro, Rossano, Acri ed anche Praia a Mare. Mancherebbero ancora diversi punti da trattare, forse tre, nella serie di prescrizioni. Uno di questi sarebbe da individuare nella visita che il medico del Lavoro dovrebbe fare a tutti i dipendenti che operano nel sito, compreso, ad esempio, il personale delle pulizie.

Bisogna valutare l’idoneità del personale a poter entrare nei locali dove, per esempio, non potrebbero operare persone portatrici di pacemaker. Completate le visite, che ancora non sono state fatte, l’elenco delle persone abilitate, tecnici, infermieri, medici, personale delle pulizie, dovrebbe essere comunicato alla direzione.

All’interno della stanza della Risonanza magnetica, si apprende ancora, mancano il defibrillatore e l’aspiratore. Altre situazioni necessarie per l’attivazione, che, a quanto pare, sarebbero state richieste, ma, nonostante le sollecitazioni, l’iter burocratico non sarebbe andato avanti.

Sia il defibrillatore che l’aspiratore sono attrezzature necessarie per la “famosa” sicurezza. Vi è poi la questione dei gas medicali. Necessari per eventuali soccorsi da effettuare a pazienti che potrebbero avere delle complicazioni durante l’esame diagnostico. I gas medicali dovrebbero essere pronti all’uso, sia nella sala del magnete che nella sala d’emergenza, allestita all’esterno. Tali prescrizioni restano insoddisfatte sin dal lontano 2012. A quanto pare, le relative richieste sono state regolarmente inviate agli organi competenti che, a tutt’oggi, non hanno provveduto in alcun modo. Le numerose sollecitazioni inviate sarebbero rimaste lettera morta, compreso un corposo dossier di un centinaio di pagine inviato al Commissario Cotticelli, contenente le problematiche relative al sito di Praia a Mare.

Da qui emerge la volontà di chi opera sul campo ed è responsabile del sito a voler garantire il servizio che, però, puntualmente sembra bloccarsi in altri meccanismi superiori. Altre situazioni complesse emergerebbero anche sulla presenza del personale sottoposto a quello che tecnicamente viene indicato come “Articolo 18”, “primario facente funzioni”. Pare che non siano state effettuate tutte le regolari comunicazioni in riferimento al cosiddetto “Articolo 18” e successivamente siano subentrate ulteriori questioni legate ai benefici della “legge 104”. Il perno della questione, però, resta sempre legato alle prescrizioni dell’Inail, delle quali scrivevamo prima, non ancora soddisfatte, con una serie di problematiche per le quali sembra mancare una “volontà superiore” per la soluzione.

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