Reggio Calabria, avviate con il supporto dei carabinieri le ricerche archeologiche sui fondali

REGGIO CALABRIA – 21 mag. 20 – Beni culturali sommersi, i sub dell'Arma controllano l'area antistante il lungomare della città. Il segretariato regionale del MiBACT per la Calabria, Salvatore Patamia, d’intesa con la Soprintendenza archeologia per la città metropolitana di Reggio Calabria e la provincia di Vibo Valentia, con Fabrizio Sudano e Federica Galloni, hanno ravvisato la necessità di potenziare le azioni a tutela della legalità dell’agire amministrativo, in materia di beni culturali sommersi, attraverso la prevenzione e il contrasto ai fenomeni di danneggiamento e trafugamento del patrimonio culturale sommerso. Promosse, nel quadro delle rispettive competenze, articolate forme di collaborazione interistituzionale. Con l’Arma dei carabinieri, è in corso una proficua attività e collaborazione a supporto del funzionario archeologo subacqueo. Avviata la prima campagna di prospezioni subacquee dei fondali antistanti il lungomare di Reggo Calabria.

Le attività operative, espletate con il coordinamento sul territorio dal comando provinciale dei carabinieri di Reggio Calabria, dai carabinieri del nucleo subacquei Messina (Motovedetta e aliquota subacquei) e dalla sezione addestramento del centro carabinieri subacquei di Genova (operatori Rov e Side Scan Sonar), consistono nella prospezione strumentale dei fondali, fino a 300 m di profondità, con Side scan sonar, relativa verifica dei target di interesse mediante l’ausilio del ROV e nella successiva verifica visiva, alle profondità consentite, da parte dell’Aliquota Subacquei Messina e del Funzionario Archeologo subacqueo.

Il ROV “Pluto” è stato aggiornato, in base alle esigenze operative richieste dal ministero, dotandolo di strumentazione elettronica di ultima generazione quale il Side Scan Sonar e il sistema GPS di tracciamento del veicolo subacqueo. Dispone, inoltre di due sonar per ricerca e identificazione target, due videocamere ad alta definizione ed una standard.

Le operazioni sono condotte sotto la Direzione scientifica del funzionario archeologo subacqueo, Alessandra Ghelli, e presenziate dai carabinieri del Nucleo tutela patrimonio culturale di Cosenza al comando del capitano Bartolo Taglietti.

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