“Re nudo”: meno indagati, più fatti contestati. Concluse le indagini sulla maxi inchiesta

Aggiornato il: feb 26

Concluse le indagini sull'inchiesta denominata "Re Nudo” dei carabinieri della compagnia di Scalea


SCALEA – 25 feb. 21 – Una indagine che, a quanto pare, potrebbe riservare anche ulteriori sviluppi. Per il momento, a firma del Procuratore capo, Pierpaolo Bruni, e del sostituto, Maria Francesca Cerchiara, è stato notificato agli indagati il provvedimento di conclusione indagini. Lo ricordiamo, nell'attività, coordinata dal capitano dei carabinieri, Andrea Massari, comandante della compagnia di Scalea, sono coinvolti numerosi indagati. Il principale indagato è l'ex sindaco di Scalea, Mario Russo, 60 anni, difeso dagli avvocati di fiducia Enzo Belvedere, del foro di Cosenza, e Giuseppe Bruno del foro di Paola. Mario Russo, indagato per la sua attività professionale nell'ambito dell'azienda sanitaria, è attualmente detenuto presso la casa circondariale di Paola. Agli arresti domiciliari ci sono anche: Tonina Coccimiglio, 69 anni, difesa dagli avvocati Amedeo Valente e Francesco Liserre; ed Eugenio Vitale, 58 anni, difeso da Carmelina Truscelli e Francesco Liserre. Rispetto alle prime fasi, gli indagati sono stati ridotti da 101 a 92. Invece, nell'atto di conclusione indagini, vengono contestati nuovi reati, alcuni dei quali sono anche coperti dagli “omissis”. Rispetto alla prima fase, sono infatti 295 i fatti contestati agli indagati; inizialmente, erano 282. Ai tre filoni di indagine: reati commessi nell'ambito della commissione per l'accertamento dell'invalidità a Diamante; reati commessi nell'ambito dell'attività di medico certificatore per il rinnovo delle patenti; illeciti in materia di visite necroscopiche; è stato inserito un nuovo filone denominato “altri reati” con nuovi fatti contestati. Bisognerà attendere, adesso le decisioni del giudice in riferimento ad un eventuale rinvio a giudizio e poi l'avvio di un eventuale processo che per alcuni indagati appare praticamente scontato. Come è noto, a Russo, Coccimiglio e Vitale, si contesta il fatto di aver costituito e partecipato ad una associazione a delinquere “finalizzata alla commissione di più reati contro la pubblica amministrazione, la fede pubblica e il patrimonio, nell'ambito delle funzioni rispettivamente svolte all'interno della commissione per l'accertamento dell'invalidità e dell'handicap di Diamante. Mario Russo, quale medico legale e presidente della commissione per l'accertamento delle invalidità, Coccimiglio in qualità di segretaria e Vitale quale impiegato. Secondo l'ipotesi di accusa, che dovrà trovare i dovuti riscontri, si contesta di “aver costituito un vincolo tendenzialmente permanente intorno al programma di perfezionare una serie indeterminata di reati di falsità ideologica e materiale, nella redazione dei provvedimenti di riconoscimento dell'invalidità civile o dell'handicap, truffa aggravata nella percezione di erogazioni publiche ai danni dell'Inps, concussione, corruzione e induzione indebita a dare o promettere utilità e reati ad essi collegati, per finalità egoistiche, di natura politico-clientelare o di indebito arricchimento”. Si contesta di aver sfruttato personale, locali e risorse e strumenti dell'Azienda sanitaria locale di Diamante e Scalea, con un continuo scambio di favori e non impedendo la commissione di reati avrebbero predisposto una propria struttura organizzativa. Questo ed altro è contenuto nel provvedimento di chiusura indagini.



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