Praia a Mare, videosorveglianza: “ma a spese dei cittadini”. L'attacco dell'opposizione

I consiglieri Marcucci e Malvarosa, attaccano la maggioranza sulla scelta fatta con ritardo rispetto ai finanziamenti concessi dal Governo


PRAIA A MARE – 13 nov. 19 - Giocano sullo slogan utilizzato fino a qualche mese fa, i consiglieri di opposizione, Maria Pia Malvarosa e Davide Marcucci. “Praia non splende più – affermano - quindi urge la videosorveglianza. Ma il comune arriva in ritardo e a spese dei cittadini”. L'iniziativa del gruppo “Noi per Praia” arriva in seguito all'annuncio dato dall'amministrazione comunale sull'installazione di un sistema di videosorveglianza che “controllerà” l’intero territorio comunale.

Il fatto che l'opposizione vuole sottolineare è legato proprio alla tempistica, nel senso che l'amministrazione comunale avrebbe fatto sfumare l'opportunità dei finanziamenti stanziati dal Governo a discapito dei cittadini che adesso ci rimetteranno di tasca propria. “Si ha la conferma – scrivono Maria Pia Malvarosa e Davide Marcucci - che la maggioranza che amministra questo comune non tiene in alcuna considerazione né le proposte provenienti dalla minoranza né, cosa ancor più grave, le opportunità offerte dalla legislazione statale”. Il consigliere Davide Marcucci in un comizio aveva già anticipato la necessità di controlli sul territorio. E in quella occasione, affermano i due esponenti dell'opposizione: “veniva deriso e schernito dal sindaco di Praia, il quale affermava che si voleva paragonare Praia a Scampia”. Allo stesso modo quando in consiglio comunale, così come era già accaduto in altro comizio, la consigliera Maria Pia Malvarosa, suggeriva l’installazione di sistemi di videosorveglianza nelle aree sensibili oggetto di abbandono selvaggio di rifiuti, quindi per esigenze di decoro urbano, lo stesso sindaco “rispondeva che non ne ravvisava la necessità e che la videosorveglianza poteva essere foriera di cause per violazione della privacy. Ma se oggi, quello stesso sindaco parla di videosorveglianza come qualcosa di necessario e di grandioso, evidentemente, quanto si proponeva non era così assurdo e quanto veniva risposto era una scusa per non considerare le idee altrui”.

Il comune ha saltato a piè pari, poi, le “Disposizioni urgenti in materia di sicurezza delle città”, quando il Governo ha stanziato 37 milioni di euro per il triennio 2017-2019 per la realizzazione di sistemi di videosorveglianza nei comuni. “L’accesso al finanziamento statale era subordinato, oggi non è più possibile accedere, alla sottoscrizione di uno specifico patto per la sicurezza, che individuasse come obiettivo prioritario l’installazione di detti sistemi in determinate aree, finalizzata specificatamente alle azioni di prevenzione e contrasto dei fenomeni di criminalità diffusa e predatoria, promuovendo la tutela della legalità e del decoro urbano”.

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