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Praia a Mare, suggerimenti sugli affitti da "Praia bene comune”. L'invito al dialogo

PRAIA A MARE – 2 giu. 20 - Tutto parte da un'ordinanza, quella del 27 maggio scorso, sulle “misure contro la diffusione della malattia infettiva Covid-19”. Il movimento civico “Praia bene comune” traccia un solco nel segno del dialogo: “convinto che solo attraverso il confronto tra maggioranza, opposizione e forze politiche locali si possano individuare soluzioni che portino vantaggi a tutta la cittadinanza”.

Il fulcro della questione, nella lettera firmata dal coordinatore, Biagio Pepe, è “la stipula di un regolamento che definisca in maniera definitiva il problema degli affitti delle seconde case, partendo magari da quanto di buono è stato scritto nella citata ordinanza, ma previo dialogo e concertazione con i consiglieri di maggioranza e minoranza e i cittadini direttamente interessati dal regolamento (proprietari di case, titolari di strutture ricettive)”. Un suggerimento, fatto in punta di piedi, “nella speranza che si voglia cambiare modus operandi per il bene comune, passando dall’imposizione alla concertazione”.

Ecco i quattro punti suggeriti da “Praia bene comune”: “Ridurre l’obbligo di comunicazione da 10/15 giorni a 3 giorni in caso di comunicazione tramite Pec; aggiungere oltre al nucleo familiare, persone effettivamente conviventi, in modo tale da non escludere le coppie di fatto, le badanti le colf e tutte quelle persone che, pur vivendo nella stessa abitazione non risultano appartenenti al nucleo familiare; abolire il limite perentorio di tre persone dello stesso nucleo familiare, per la concessione in comodato delle “seconde case” sostituendolo con un limite dato dal rapporto persone/mq che risulterebbe essere più equo e bilanciato (un appartamento di 100mq non può avere le stesse limitazioni di uno da 50mq; abolire l’obbligo da parte dei proprietari, degli affittuari e degli albergatori e delle altre tipologie di strutture ricettive, dei test sierologici rapidi per il Covid-19 in quanto tali test vanno fatti in ambienti decontaminati alla presenza di personale medico, non certo da un cameriere in una stanza d’albergo. Anzi suggeriamo che sia il comune a mettere a disposizione test, personale e luogo idoneo per poter effettuare tali controlli su segnalazione del proprietario della struttura ricettiva”. Praia bene comune, ribadisce che si tratta di pochi suggerimenti con l'obiettivo che le regolamentazioni debbano essere fatte di concerto con le parti interessate, sentito il parere dei consiglieri di maggioranza e opposizione. Infatti la lettera dei suggerimenti è stata inviata a tutti i consiglieri: “Sperando che la proposta non venga cestinata come le precedenti”. “Praia bene comune” si dichiara sostanzialmente d’accordo sul fatto che serva un’azione volta a regolarizzare i flussi turistici, in modo da dare maggiore sicurezza alla cittadinanza e contrastare in maniera efficace l’evasione anche se alcune decisioni vengono definite “non condivisibili perché troppo squilibrate e limitative, rispetto al reale pericolo di diffusione del contagio nella cittadina”. Il movimento evidenzia, poi, che le ordinanze di quarantena sono delle misure precauzionali che nulla hanno a che vedere con la diffusione del virus, “prova ne è che delle 227 persone destinatarie, gli effettivamente positivi al Covid-19 allo stato attuale risultano essere zero”


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