Praia a Mare, sei associazioni denunciano la "devastazione” dei gigli di mare, specie protetta

Italia Nostra, alto Tirreno cosentino; Lipu Calabria; Forum Ambientalista Calabria; WWF Calabria; Movimento Ambientalista del Tirreno hanno scritto ai carabinieri forestali di Scalea, alla Guardia costiera di Maratea, al Locamare di Praia, alla Polizia locale, alla regione Calabria


PRAIA A MARE – 1 lug. 20 - Sei associazioni, insieme, denunciano la “devastazione” dei gigli di mare, specie protetta che cresce sull'arenile dell'alto Tirreno cosentino. Italia Nostra, alto Tirreno cosentino; Lipu Calabria; Forum Ambientalista Calabria; WWF Calabria; Movimento Ambientalista del Tirreno hanno scritto ai carabinieri forestali di Scalea, alla Guardia costiera di Maratea, al Locamare di Praia, alla Polizia locale, alla regione Calabria. “Nel vedere lo spettacolo desolante della distruzione e cancellazione di una estesa area di gigli di mare, già in fioritura abbiamo avvertito una sensazione di incredulità e di sconcerto per tanto disprezzo della natura e dell’ambiente malgrado la legge di cui in oggetto tuteli tale specie di flora di alto pregio della regione Calabria”. Le associazioni evidenziano il fatto che migliaia di piante sono state rasate da un mezzo meccanico: “eliminando abusivamente ogni forma di vegetazione, ogni forma di biodiversità protetta”. L’area interessata è, secondo quanto riportano gli ambientalisti, un'area demaniale che non risulterebbe impegnata da concessioni. “L’intervento distruttivo della flora protetta dei gigli di mare compiuto tra il lungomare di Praia a Mare e alcuni lidi – si legge - ha richiesto il lavoro di varie ore di questa macchina infernale per la pulizia della spiaggia che verrebbe vietata in base ad una raccomandazione della Regione Calabria del 22.05.2020 n. 172249, ripresa dallo stesso Comune di Praia a Mare in una sua ordinanza. Le piante dei Gigli di Mare già in fiore avrebbero abbellito ed arricchito quel tratto di spiaggia. La difesa di questa pianta protetta dalla legge era il simbolo di una terra che vuole cambiare il suo rapporto con l’ambiente, la natura e con la bellezza, lasciandosi definitivamente alle spalle la brutta pagina della speculazione , della cementificazione, dello sfruttamento indiscriminato e dissennato delle risorse naturali ed ambientali che ha riguardato le nostre coste e il mare. A tutti coloro che avevano ed hanno il compito di vigilare su questo patrimonio naturalistico noi chiediamo di accertare gli autori di questo atto grave compiuto in pieno giorno in un area trafficata e domandiamo: per conto di quale eventuale operatore turistico balneare ha lavorato quella macchina? o il macchinario era del comune di Praia a Mare ed ha operato dunque per quest’ultimo?”. Le associazioni chiedono che venga fatta piena luce su quanto accaduto, che vengano individuati i responsabili e sanzionati come prevede la legge, salvo che il fatto non costituisca reato. Si chiede anche che tutta l’area dei gigli di mare devastata venga delimitata e protetta per permettere ai gigli di mare che hanno un apparato radicale profondo, di riprendersi e vegetare nuovamente sulla spiaggia. Chiedono inoltre alla Regione Calabria: “di sensibilizzare il comune di Praia a Mare alla tutela dei gigli di mare presenti sul proprio arenile, di delimitarne le aree, di favorirne la conoscenza e la protezione attraverso l’apposizione di cartelli informativi più volte sollecitati dalla sezione alto Tirreno cosentino di Italia Nostra che è disponibile a farlo a propria cura e spese, ed in tal senso ha fatto richiesta al Comune di Praia a Mare senza ricevere alcuna risposta, di inserire tali aree negli strumenti urbanistici, come prevede la Legge Regionale, tra cui il Piano Comunale di Spiaggia di cui il Comune di Praia a Mare non è ancora dotato”.

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