Praia a Mare, ospedale: paziente trasferito dopo ore: esposto della Cgil

Gli interventi di Giuseppe Guido, Vincenzo Casciaro e Mimma Iannello

PRAIA A MARE – 15 mar. 20 - Un trasferimento di un paziente ammalato avvenuto dopo molte ore genera un esposto della Cgil al Prefetto, al ministro della salute, alla procura della Repubblica di Paola, sezione lavoro. Lo firmano Giuseppe Guido e Vincenzo Casciaro, entrambi segretari generali della Cgil e della Fp Cgil del comprensorio Pollino-Sibaritide-Tirreno. I sindacalisti sostengono che vi siano stati: “Mancati adempimenti in materia di contenimento del rischio epidemiologico da Covid-19”. Venerdì è stata segnalata al sindacato la difficoltà a poter trasferire presso l’ospedale hub di Cosenza, un paziente ricoverato presso l’ospedale di Praia in pre-triage, che presentava sospetti sintomi di contagio da Covid-19. “Il ritardo con cui si è potuto procedere al trasferimento, è stato dovuto alla circostanza che gli operatori del servizio 118 chiamati a intervenire – fanno sapere i sindacalisti - risultavano ancora sprovvisti di tute integrali e Dpi (dispositivi di protezione individuali), necessari, come da protocolli, a prevenire i rischi del contagio posti a tutela e salvaguardia della salute dei lavoratori. Il trasferimento del paziente ammalato è stato possibile solo dopo molte ore. Tale ritardo è stato necessitato dalla circostanza che l’ambulanza, partita da Scalea, ha dovuto portarsi prima fino a Cosenza, per andare a ritirare le tute integrali ed altro dispositivo di prevenzione giacenti presso i depositi della sede centrale dell’Asp di Cosenza, poi è dovuta tornare sul Tirreno per portarsi quindi a Praia a Mare e, finalmente, prendere in consegna il paziente in questione”. Per Mimma Iannello, responsabile Cgil Tirreno: «Il virus ha messo allo scoperto lo stato drammatico in cui versa tutta la sanità del Tirreno. Ne conosciamo le responsabilità e non è questo il tempo per rimarcarle. È il tempo in cui chi ha responsabilità sanitarie si assuma l'impegno indifferibile di garantire, ora, la salute dei cittadini in una condizione di estrema emergenza legata al Coronavirus. Non si può vivere nell'angoscia collettiva che non accada mai nulla perchè si conosce l'impotenza sanitaria di questo territorio. Non si può morire nell'attesa di soccorso e le lavoratrici ed i lavoratori che operano nei presidi sanitari del Tirreno, così come i tanti che in questi giorni stanno garantendo il funzionamento di servizi essenziali all'estremo in condizioni sicure, devono poter dare servizi certi ai cittadini e lavorare con ogni strumento di protezione». Secondo i sindacalisti Guido e Casciaro: “Tutto ciò non sarebbe accaduto, se solo si fosse provveduto per tempo a fornire le dotazioni idonee a prevenire il contagio, per ogni postazione lavorativa dislocata nel Territorio della provincia di Cosenza. Così non è stato per la postazione del 118 di Praia a Mare e Scalea; mentre ci perviene altra segnalazione relativa alla mancata dotazione di DPI per il Pronto Soccorso dell’ospedale di Praia a Mare”. Si chiede un autorevole intervento del Prefetto, affinché l’Asp di Cosenza provveda con somma urgenza ad effettuare il trasferimento di ogni utile dispositivo, tute integrali e quant’altro necessario, presso tutti i centri tuttora sprovvisti. Tutto ciò con la riserva di presentare esposto alla competente autorità giudiziaria, per violazione delle norme contrattuali e dei disciplinari in materia di prevenzione della salute dei lavoratori, e di procurato danno potenziale alla integrità fisica degli Operatori addetti a un servizio pubblico essenziale.

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