Praia a Mare, in piazza per "ConTeStaRe” le ordinanze restrittive del sindaco Praticò

Aggiornato il: giu 7



PRAIA A MARE – 6 giu. 20 – In piazza per “ConTeStaRe”. Si è svolta questa mattina, sul viale della Libertà, nei pressi del municipio di Praia a Mare, la manifestazione di protesta che aveva l'obiettivo di chiedere la revoca delle ordinanze numero 272 e 277 emanate dal sindaco Antonio Praticò. Atti che, sostengono i promotori, rallentano, di fatto, la ripresa del turismo e quindi l'economia del paese. La manifestazione regolarmente autorizzata dalla Questura è stata organizzata dalle rappresentanze locali delle sigle sindacali del settore balneare: Sindacato italiano balneari (Sib-Confcommercio) e Federazione italiana imprese balneari (Fiba-Confesercenti). Presenti, cittadini praiesi, imprenditori balneari e di altre attività commerciali, proprietari di seconde case e villeggianti. Avviata la raccolta firme per una petizione da inviare all'amministrazione comunale e al prefetto di Cosenza allo scopo di chiedere l'annullamento delle ordinanze.

Antonio Giannotti, presidente Sindacato italiano balneari calabria (Sib-Confcommercio)

“La nostra presenza qui, oggi, è propositiva e rivolta alla ricerca di soluzioni. È necessario che ci sia unione tra le parti sindacali, amministrative e politiche, imprenditoriali e della società civile di Praia a Mare per mettere tutti in condizione di beneficiare dell'estate 2020. Sulle ordinanze che oggi ci troviamo qui a contestare tutti dobbiamo essere obbiettivi. Infatti, come Sib, ne condividiamo alcuni passaggi. Siamo tutti d'accordo che l'ambiente vada salvaguardato, soprattutto quello del tratto più prezioso della nostra costa, quello di Fiuzzi Capo Arena. Ma la spiaggia deve essere livellata, con mezzi meccanici ovviamente, altrimenti non è possibile lavorare. Immaginate solo che, in alternativa, è impossibile predisporre passerelle per consentire l'accesso alla spiaggia ai diversamente abili. Lo stesso dicasi per le misure sulla ricettività, in particolare quella delle seconde case. Condividiamo il fine, l'obbiettivo ultimo dell'ordinanza, ma siamo anche convinti che si possano fare dei ritocchi. Ad esempio sui tempi per comunicare la propria presenza. Non 10 o 15 giorni, come previsto, ma crediamo siano sufficienti 48 ore.

Roberto Iacovo, in rappresentanza della federazione Italiana Imprese Balneari (Fiba-Confesercenti)

“Sono qui oggi, per manifestare la vicinanza della Fiba a tutti gli imprenditori balneari di Praia a Mare, ovvero persone che investono e che creano economia e che riteniamo siano danneggiati da una ordinanza incomprensibile. Colgo l'occasione per mettere in chiaro che la Fiba è disponibile a sedersi a un tavolo con tutti gli interessati e trattare con il sindaco di Praia a Mare allo scopo di trovare una soluzione a questo problema”.

Norina Scorza, consigliere di minoranza del Consiglio comunale di Praia a Mare, capogruppo di Noi per Praia

“In questi giorni ho sentito e letto che la minoranza non ha fatto nulla per questa situazione. Non è così. Noi Per Praia, oltre a esprimere disappunto sulle ordinanze, le ha impugnate tutte. Non al Tar Calabria, ma chiedendo a prefettura, ministeri competenti e al Presidente della Regione Calabria di intervenire e indirizzare l'operato dell'amministrazione comunale.

Queste ordinanza sono illegittime, tutte, perché incidendo su attività e settori considerati fondamentali dalle leggi emanate dal Governo nella fase emergenziale vanno contro il dettato delle stesse”.

Antonino De Lorenzo, consigliere autonomo del Consiglio comunale di Praia a Mare

“Mentre in questi mesi abbiamo chiesto, nessuno dell'attuale governo cittadino ha ascoltato. Hanno preferito la strada delle ordinanze sindacali che tutto hanno fatto tranne che mettere ordine. Ma oggi c'è questa mobilitazione e si respira un'aria diversa. Stiamo chiedendo con forza che i lavoratori possano lavorare e i vacanzieri fare le vacanze in un posto in cui si registra contagio zero, grazie al senso civico di tutti, compreso l'unico contagiato, oggi fortunatamente guarito. L'ordinanza sulle seconde case è scandalosa. Sarebbe stato di buon senso fissare il limite alla capacità abitativa di ogni singola abitazione, senza imporre a prescindere la soglia invalicabile dei tre adulti.

Per tutto, sarebbe bastato concertare le decisioni prese. Dirò di più: bastava la registrazione disposta dalla Regione Calabria e l'applicazione del regolamento comunale. Stop.

Quanto alle spiagge, è intollerabile che una parte di lidi sia discriminata. La parte, tra l'altro, della zona sulla quale sventola con orgoglio la Bandiera Blu Fee da diversi anni.

Impedire i lavori necessari a predisporre passerelle sicure per l'accesso alla spiaggia e al mare dei disabili è un controsenso, visto che il superamento delle barriere architettoniche costituisce uno dei requisiti per ottenere il prestigioso riconoscimento.

Orlando Chiavazzo, imprenditore balneare di Praia a Mare

“I lidi sono da sempre il fiore all'occhiello della ricettività turistica di Praia a Mare. Anni fa ho conosciuto un sindaco che ha creato le premesse affinché le strutture balneari nascessero. Oggi lo ritrovo ad ostacolarle e paralizzarle con queste ordinanze.

Adesso basta, non possiamo più stare qui ad aspettare risposte alle nostre domande o un tavolo tecnico che è stato richiesto da tempo e a gran voce, in particolare all'assessore al Turismo di Praia a Mare, Pasquale Fortunato.

Dov'è, che fine ha fatto, ci chiediamo, il Piano spiaggia comunale che ci permetterebbe di portarci allo stesso livello delle più rinomate località turistiche italiane? Non possono più negarcelo.

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