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Praia a Mare, "Amici in comune": le reazioni della politica locale - VIDEO

L'intervento di tre consiglieri dell'opposizione: Maria Pia Malvarosa, Carolina Rossella Carravetta e Francesco Marsiglia. Il capogruppo Norina Scorza non ha firmato il documento ed ha spiegato le sue ragioni. Il consigliere Antonino De Lorenzo ha diffuso un video

PRAIA A MARE – 17 mag. 21 - L'operazione “Amici in comune” non poteva non generare scosse telluriche all'interno della casa comunale. Le posizioni individuate sono diverse e, ognuna, ha una sua specificità. La maggioranza, lo abbiamo scritto nei giorni scorsi, “Nel riportarsi alla piena fiducia nell’operato della magistratura, inquirente e giudicante”, aveva confermato “la piena volontà di proseguire nel mandato amministrativo teso, come sempre, al soddisfacimento dei reali bisogni della comunità amministrata”. Nel gruppo di opposizione, invece, le posizioni sembrano differenti. Tre consiglieri di minoranza: Maria Pia Malvarosa, Carolina Rossella Carravetta e Francesco Marsiglia hanno diffuso ieri sera una lunga nota con la quale sentono “il dovere di intervenire ed esprimere riflessioni”; fra i firmatari non c'è il capogruppo, Norina Scorza, che evidentemente non ha condiviso appieno Quanto sottoscritto dai consiglieri e che noi abbiamo interpellato per capire qual è la sua posizione in merito.



“Non ci permettiamo assolutamente di entrare nelle sfere di competenza altrui, rispettando tanto il lavoro della magistratura quanto il vissuto dei soggetti attinti dai provvedimenti emessi.

Tuttavia – scrivono Malvarosa, Carravetta e Marsiglia - sono doverose considerazioni di ordine politico, morale e sociale sull’intera vicenda. Perché non si tratta solo di una vicenda giudiziaria, di un impianto accusatorio che, se accertato, acclarerebbe un “sistema ” in cui il sindaco avrebbe gestito la cosa pubblica come fosse cosa propria, attraverso funzionari collusi e compiacenti, calpestando leggi, regolamenti e doveri di imparzialità, ma di una situazione di una comunità in cui i comportamenti di pochi, azzererebbero ogni parvenza di democrazia, di trasparenza, di onestà e diventerebbero lesivi della dignità degli imprenditori e dei professionisti onesti, oltre che di un’intera popolazione”. Non bisogna dimenticare che Praticò è stato sindaco per tantissimi anni e quando non lo è stato per una consiliatura è stato comunque in maggioranza e per un'altra all'opposizione. Secondo i consiglieri di opposizione: “Ancora più sconcertante è pensare che questi comportamenti potrebbero essere stati la regola informatrice degli ultimi 40 anni, di intere generazioni che quasi geneticamente hanno creduto che avere “amici in comune “ fosse la regola e non la a-normalità, di un paese intero che si è appiattito sul “tanto così funziona”, smettendo di ribellarsi e di far valere i propri diritti e le proprie ragioni, passate come piaceri del politico o del dirigente; di un paese che ha visto progressivamente negli anni ridursi, fino quasi ad azzerarsi, le possibilità di esprimere il proprio merito, adeguandosi alla rassegnazione. Un paese in cui l’emigrazione intellettuale e operaia è diventata la regola per chi ha deciso di vivere una vita libera.

Un paese che è stanco di sentirsi omertoso per necessità. Un paese mortificato da opere faraoniche mai terminate, di cui subiamo gli strascichi giudiziari, che hanno avuto solo profitti elettoralistici, determinando, per conseguenza, danni permanenti alle tasche dei contribuenti e in qualche caso danni irreversibili alle bellezze naturali che il creato ci ha dato. Un paese che ha vissuto momenti di prosperità sia da un punto di vista industriale che turistico e che oggi è ridotto ad un’invasione selvaggia di pochi giorni su cui vivere tutto l’anno. Un paese che ha dovuto vedere se stesso e la propria immagine proiettata in un contesto nazionale in modo distorto, sgrammaticato, ridicolo, in una parola tragico, per chi lo ama, ne conosce le potenzialità e il positivo substrato umano.



Un paese in cui la divisività ha preso il posto della condivisione. Un paese in cui decidere di fare politica di opposizione significa essere “nemici in comune”, calpestati e ostacolati nell’esercitare il munus che è proprio del consigliere comunale, quello di far rispettare le regole di una sana amministrazione e vigilare, quale strumento di bilanciamento democratico, sulle azioni e decisioni della maggioranza”. Il gruppo di opposizione entra nello specificoe e commenta: “Non si può sottacere che il quadro di potere indiscusso concentrato nelle mani di pochi, così come emergerebbe dalle indagini e dalle parole del Procuratore della Repubblica di Paola, trova per noi riscontro nel nostro vissuto amministrativo. In questi anni abbiamo affrontato ostacoli, ogni richiesta di accesso, ogni notizia, persino l’ingresso fisico al comune è stato ristretto ad un’ora al giorno frazionata in due, in orari diversi, tanto da rendere quasi impossibile l’accesso stesso, le richieste di visione di atti sono state concesse come una regalia, mesi e mesi oltre i termini previsti dai regolamenti, talvolta solo per intervento della autorità sovraordinate, le interrogazioni e le sollecitazioni su tematiche di rilievo sono rimaste o senza risposte o si sono tradotte in attacchi personali ai presenti e anche agli assenti, nel tentativo di trovare sempre un capro espiatorio d’elezione ( la colpa è sempre di qualcun altro!)”. Sul gruppo di maggioranza: “E i consiglieri di maggioranza che con questo sistema hanno convissuto, con una nota manifestano solidarietà agli indagati. Avrebbero sicuramente dato un’immagine di se, del sindaco e dei funzionari del comune migliore se si fossero dimessi invece di proclamare solidarietà in nome di un dovere verso il popolo di continuare la loro “buona amministrazione” . Ma hanno capito la gravità della situazione futura che si potrebbe prospettare laddove risultassero vere le emergenze delle indagini processuali e gli stralci delle intercettazioni ambientali che abbiamo letto sulla stampa? A fronte della potenzialità di un Comune in cui i maggiori ruoli apicali dell’ente potrebbero essere collusi con il loro Sindaco, alla cui indiscussa bravura si affidano, di quale buona amministrazione stanno parlando? Non sarebbe forse il caso di azzerare l’attuale situazione e ricominciare, ridando parola a chi ne ha diritto, cioè alla popolazione praiese? Comunque la si veda, resta per tutti una sconfitta sociale”.


IL CAPOGRUPPO DI "NOI PER PRAIA" NORINA SCORZA

PRAIA A MARE – Il capogruppo di “Noi per Praia” non ha sottoscritto il lungo documento. Alla nostra domanda sulle motivazioni di tale decisione, Norina Scorza, ha risposto: «la città di Praia a mare è stata risvegliata nella mattinata del 12 maggio dalle fiamme gialle; è stata data subito la notizia che è rimbalzata alle cronache nazionali. Ora – ha detto Norina Scorza – lasciamo che sia la magistratura ad occuparsene». Dunque, nessun commento nel merito dell'operazione denominata “Amici in comune”, ma sulla decisione della maggioranza di voler proseguire, nonostante il terremoto che ha investito la “macchina comunale”, Norina Scorza risponde con chiarezza: «Non può non stigmatizzarsi la volontà manifestata dalla maggioranza di proseguire nel mandato amministrativo teso al reale soddisfacimento dei bisogni della comunità praiese”. Il reale bisogno di Praia a Mare – afferma Norina Scorza – è che questa maggioranza vada a casa facendo una scelta di maturità e di rispetto della comunità. Perchè la comunità ha bisogno di guardare al futuro con serenità; di ripartire il prima possibile, di essere operativa e di dare il massimo, anche in visione dell'imminente stagione estiva, motore propulsore dell'economia della nostra cittadina». Quindi c'è bisogno di una riposta politica? Secondo Norina Scorza: «Stabilità politica è la parola d'ordine per consentire la giusta ripresa. La maggioranza si dimetta, avranno così a cuore la nostra cittadina. E' l'unica scelta sensata, matura e seria per persone che affermano di avere a cuore la comunità».



ANTONINO DE LORENZO, EX ASSESSORE, ORA IN MINORANZA

“Le dimissioni della maggioranza e il commissariamento dell’ente rappresentano l’unica via da seguire”. Lo dice Antonino De Lorenzo, consigliere comunale di Praia a Mare, da anni dissidente nei confronti dell’attuale governo cittadino di cui aveva fatto parte.

Secondo il consigliere non è il momento del giustizialismo, “a quello penserà la magistratura” ha precisato. È invece il momento dell’onestà e della responsabilità nei confronti di una collettività. “In particolare ora - ha aggiunto - che l’estate è alle porte”.

De Lorenzo poi non ha risparmiato critiche nei confronti degli ex compagni di avventura. Maggiori dettagli sul suo pensiero nel video

IL VIDEO DI DE LORENZO





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