Paura delle inondazioni del Crati: blocco stradale sulla Statale 106

A Corigliano Rossano, la protesta dei cittadini


CORIGLIANO ROSSANO – 18 dic. 19 - Torna la paura per le esondazioni del fiume Crati. L’unico modo per richiamare l’attenzione degli enti e delle autorità, per i cittadini delle contrade Thurio e Ministalla, di Corigliano Rossano, non può che essere la protesta estrema del blocco della Statale 106. Nella notte del 28 novembre 2018, come si ricorderà, circa 40 persone, inclusi numerosi bambini, vennero sfollati dalla località Thurio nel territorio di Corigliano, per l’esondazione del fiume Crati che aveva invaso terreni, pertinenze, stalle, strade e abitazioni.

Una situazione che si è poi trascinata, come spesso avviene nei meandri della burocrazia italiana, fino a mettere in dubbio nuovamente le garanzie per la sicurezza dei cittadini. I lavori che dovevano essere realizzati sono rimasti bloccati. Impantanati nella stessa acqua torbida del Crati. In un anno si dovevano ricostruire gli argini a rischio. Invece, a quanto pare, solo qualche toppa nella zona dove nel novembre 2018 avvenne la rottura degli argini. Ma chi vive in quelle zone è pronto a giurare che di punti deboli nell’argine del Crati ce ne sono diversi. L’allarme è giunto proprio qualche giorno fa. Le intense piogge hanno riacceso la lampadina rossa fra le famiglie che vivono in quella zona. La piena del fiume ha paurosamente messo tutti in allarme, molte famiglie reduci della precedente devastante esondazione. «Avevo un’azienda agricola fiorente – ha detto una delle persone che hanno protestato sulla Statale 106 – e non mi è rimasto più niente. Ci è rimasta solo la nostra vita e qualcuno vorrebbe prendersi anche quella. Chiediamo se per la Regione Calabria contiamo qualcosa o non rappresentiamo i cittadini calabresi». C’è chi ricorda i momenti drammatici della precedente alluvione. Alcuni volontari con attrezzi di fortuna cercarono di riparare gli argini per evitare la catastrofe.

Il sindaco Flavio Stasi ha ricordato che l’amministrazione comunale, a seguito dell’episodio di sabato scorso, in cui l’argine stava per collassare, ha chiesto l’intervento del prefetto. Sabato scorso, i cittadini di quell’area, sono stati preallertati per la paura che una rottura degli argini potesse generare un disastro. «Al tavolo convocato dal prefetto – ha ricordato il sindaco Flavio Stasi – non erano presenti i dirigenti della protezione civile. Al tavolo, solo il gruppo dei lavori che intende attenersi ad una procedura ordinaria. Io ho chiesto c he i lavori debbano iniziare con urgenza e mirati al rafforzamento dell’argine. Se la Regione non interviene è evidente che ci sono delle responsabilità: il lavoro doveva essere fatto in estate. Si è perso solo tempo».

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