top of page

Paola, équipe itineranti per l’Emodinamica: il sì di Fratello Cuore

  • Immagine del redattore: Matteo Cava
    Matteo Cava
  • 4 minuti fa
  • Tempo di lettura: 2 min

L’associazione sostiene il modello previsto dalla delibera regionale n. 400 del 21 luglio 2026. L’obiettivo dichiarato è aumentare le prestazioni programmate, ridurre le attese e avvicinare le cure cardiologiche ai pazienti.

26 agosto 2026 - Ore 16:30


Paola, Emodinamica e meno trasferimenti: la posizione di Fratello Cuore

A Paola, nel dibattito di questi giorni sull’organizzazione delle Emodinamiche in Calabria, Fratello Cuore Onlus ha espresso il proprio sostegno al modello regionale basato anche sull’impiego di équipe itineranti collegate ai centri Hub. L’associazione ritiene che il sistema possa ridurre attese e trasferimenti, a condizione che siano rispettati appropriatezza clinica e standard di sicurezza.

La posizione arriva dopo la pubblicazione della delibera regionale n. 400 del 21 luglio 2026. Il provvedimento introduce un nuovo assetto organizzativo per le attività di Emodinamica, tema che ha alimentato prese di posizione e polemiche in Calabria.



La posizione di Fratello Cuore

Fratello Cuore, presente da circa 26 anni sul Tirreno cosentino, precisa di non voler intervenire nella contrapposizione politica o territoriale. L’associazione concentra l’attenzione sulle conseguenze pratiche per i pazienti cardiopatici e per le loro famiglie.

Secondo quanto comunicato, le équipe itineranti potrebbero consentire di eseguire nei presidi territoriali alcune prestazioni diagnostiche e interventistiche programmabili, quando le condizioni del paziente e i requisiti di sicurezza lo permettono.

L’associazione indica quattro obiettivi principali:

  • decongestionare i centri Hub;

  • aumentare le prestazioni programmabili;

  • ridurre i tempi di attesa;

  • contrastare la mobilità sanitaria fuori regione.

Si tratta, tuttavia, di effetti attesi che dovranno essere verificati con la concreta applicazione del modello.



Attese, trasferimenti e cure fuori regione

La nota richiama in particolare il percorso dei pazienti che necessitano di una coronarografia o di un’eventuale angioplastica coronarica. Se la procedura non può essere eseguita nell’ospedale che li ha presi in carico, occorre organizzare il trasferimento verso un centro di Emodinamica disponibile.

Questo passaggio può comportare attese, l’impiego di un’ambulanza e di personale sanitario, oltre agli spostamenti dei familiari. Fratello Cuore riferisce di avere raccolto negli anni testimonianze di persone costrette a percorrere centinaia e, in alcuni casi, migliaia di chilometri.

L’associazione riassume il disagio attraverso una domanda attribuita ai pazienti: «Perché devo andare così lontano per curarmi?».

Un’attesa prolungata per una prestazione programmabile, osserva ancora Fratello Cuore, può inoltre spingere i cittadini a rivolgersi a strutture di altre regioni, contribuendo alla mobilità sanitaria passiva.



Emergenze agli Hub, attività programmate sul territorio

Fratello Cuore distingue le emergenze cardiologiche, per le quali rapidità e accesso al centro appropriato restano fondamentali, dalle attività diagnostiche e interventistiche non urgenti.

Nella posizione dell’associazione, i centri Hub devono continuare a gestire le emergenze e le procedure che richiedono livelli assistenziali più complessi. Gli ospedali periferici potrebbero invece svolgere le prestazioni programmabili compatibili con le proprie dotazioni e con rigorosi standard di sicurezza.

«Il cittadino non chiede privilegi. Chiede di essere curato bene, in sicurezza e, quando possibile, vicino a casa», afferma l’associazione.

La concreta attuazione della delibera dovrà chiarire organizzazione, disponibilità delle équipe e capacità del nuovo sistema di aumentare realmente le prestazioni. Su questi elementi si misureranno le conseguenze per i pazienti di Paola, del Tirreno cosentino e degli altri territori interessati.

bottom of page