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Orsomarso, il Pd chiede la verifica delle mascherine prodotte artigianalmente. De Caprio replica

Aggiornato il: mar 31

ORSOMARSO – 25 mar. - La sezione del partito democratico di Orsomarso ha inviato una nota alle varie autorità , Asp, prefetto, sindaco, nella quale si chiede una “verifica urgente a tutela della salute e sicurezza pubblica” delle mascherine prodotte nel centro montano per la popolazione. Il circolo “Antonio Gramsci” del Partito democratico di Orsomarso, “alla luce della preoccupante evoluzione dell’emergenza Covid-19 in Calabria, con il pericoloso aumento dei casi di positività al virus”, chiede “di verificare dal punto di vista delle disposizioni igienico-sanitarie in materia di contenimento del contagio, la correttezza delle procedure dell’iniziativa del sindaco di Orsomarso di distribuzione di mascherine di cotone traspirante, di cui si è avuta notizia da un avviso ufficiale diffuso via social su carta intestata del comune di Orsomarso, in data 17 marzo 2020. Non si tratta – si legge ancora - infatti, di mascherine FP3 “a norma”, pur se “lavabili”, e come tali necessitanti sempre della distanza di sicurezza al fine di scongiurare contagi fra le persone. Ciò anche al fine di evitare di ingenerare pericolose confusioni in momenti di grande difficoltà e incertezza, come quelli che stiamo vivendo. Si ritiene che tale intervento di controllo – si legge - alla luce anche delle azioni già adottate in esecuzione del Dpcm 11 marzo 2020, si rende assolutamente necessario a tutela della salute e sicurezza pubblica”.

LA REPLICA DEL CONSIGLIERE REGIONALE DE CAPRIO

Il consigliere regionale di Forza Italia, Antonio De Caprio, risponde. “Il 17 marzo la camiceria Bottone dal 1976, su invito del consigliere regionale di Forza Italia Antonio De Caprio, ha consegnato un migliaio di mascherine in tessuto per l'emergenza coronavirus ai cittadini del comune di Orsomarso. Questa iniziativa è stata ben accolta dalla cittadinanza tranne che da qualche “politico”. Infatti – si legge - il circolo locale del Pd, richiede testualmente una “verifica urgente a tutela della salute e sicurezza pubblica” delle mascherine prodotte. Questa nota è stata inviata all'Asp, al prefetto e alle varie autorità tra cui il sindaco”. Il consigliere regionale, commenta: «Sono molto amareggiato da quanto ho letto. Le mascherine, tengo a sottolineare, sono state realizzate e donate come forma precauzionale e non come presidio sanitario. Riporto testualmente ciò che è stato pubblicato in cui ribadisco nuovamente che: “la mascherina non autorizza ad uscire senza un motivo valido, me è solo una forma di tutela che bisogna adottare nelle uscite più urgenti e necessarie”. Sicuro del fine solidale e benefico dell’iniziativa, che mai ha inteso sostituire le mascherine certificate e introvabili, ho proposto alla camiceria Bottone la possibile iniziativa, che ha dimostrato da subito disponibilità, credendo in me come persona e figura politica. La nota del Pd assume ancor di più il sapore della beffa alla luce della pubblicazione del “vademecum utilizzo mascherine” da parte del Ministero dell’Interno».

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