Operazione "Zona grigia”: provvedimenti di sospensione dall'attività per 5 commercialisti - Video

A Praia a Mare, Paola, Belvedere Marittimo e San Ferdinando. La Conferenza stampa


La conferenza stampa

PAOLA – L'hanno denominata “Zona grigia” l'operazione della Guardia di finanza condotta sul Tirreno cosentino. E di quella “zona grigia” avrebbero fatto parte cinque commercialisti in grado di articolare la “matassa” di società che, secondo gli investigatori, formavano un gruppo in grado di nascondere al fisco milioni di euro. L'operazione conclusa ieri, infatti, è proprio la prosecuzione della precedente attività che aveva portato all’arresto di 14 persone il 14 dicembre del 2017. Ieri si è concluso il secondo troncone di indagine che, appunto, ha riguardato la “zona grigia”

cinque commercialisti che, mediante l’apposizione del visto di conformità su fraudolente dichiarazioni Iva, hanno consentito agli appartenenti all’associazione a delinquere la compensazione di fittizi crediti Iva per il pagamento di contributi, imposte, ritenute e cartelle esattoriali. Nei guai sono finiti Antonio Perricone, 45 anni di Paola; Raffaele Rizzo, di San Ferdinando (RC) 61 anni; Lorenzo Guagliano, 46 anni di Praia a Mare; Ciriaco Monetta, 54 anni di Belvedere Marittimo; e Maria Giuseppina Cardaciotto, 64 anni di Praia a Mare. Ai cinque commercialisti il Gip Maria Grazia Elia ha applicato la misura interdittiva del divieto temporaneo di esercitare l’attività professionale per la durata di 12 mesi, interdicendo a tutti gli indagati ogni attività ad essa inerente. Lo stesso Gip ha rigettato la richiesta di applicazione di misura cautelare. Le indagini del Comando provinciale della Guardia di finanza sono state dirette dal Procuratore della Repubblica di Paola, Pierpaolo Bruni, e da Maria Francesca Cerchiara, sostituto procuratore. Oltre al divieto temporaneo di esercizio della professione sono stati effettuati sequestri preventivi per equivalente per oltre 3.450.000 euro nei confronti dei cinque commercialisti. Si tratta di un sequestro preventivo, finalizzato alla confisca, anche per equivalente, dei beni nella disponibilità degli indagati e, in particolare, di denaro contante, conti correnti bancari e postali, titoli di Stato, obbligazioni, azioni, depositi titoli, fondi di investimento, buoni postali, libretti di risparmio, polizze assicurative, nonché, altri strumenti finanziari, ed ancora beni immobili e beni mobili registrati intestati a cinque, questi ultimi con affidamento in custodia agli indagati senza facoltà d'uso, senza duplicazione: nei conforti di Antonio Perricone fino a concorrenza di 1.054.512,85 euro; nei confronti di Raffaele Rizzo, Ciriaco Monetta e Maria Giuseppina Cardaciotto fino a concorrenza di 1,421.331,34 euro; nei confronti di Lorenzo Guagliano fino a concorrenza di 991.507,67 euro. I reati contestati ai diversi indagati, vanno dal concorso nel reato di dichiarazione fraudolenta mediante altri artifici a quello di indebita compensazione. Le indagini, sono state portate avanti sin dai tempi dell'operazione Matassa, anche con l'utilizzo di attività tecniche, come le intercettazioni telefoniche.

Ci sono, ha confermato durante la conferenza stampa il Procuratore Pierpaolo Bruni, intercettazioni dal contenuto esplicito. La problematica rilevata e confermata durante la conferenza stampa anche dal tenente colonnello Michele Merulli, del Nucleo di polizia economico finanziaria della Guardia di finanza di Cosenza, è, in particolare, l'apposizione del visto di conformità sulle dichiarazioni Iva da parte dei commercialisti. E' risultata infatti essere indispensabile e necessaria per consentire all’associazione criminale di eludere i divieti e i vincoli posti dal legislatore a contrasto delle compensazioni di crediti Iva inesistenti. “Grazie a tale visto di conformità – è stato detto - i sodali hanno potuto fraudolentemente compensare, con crediti Iva inesistenti, contributi pensionistici i quali venivano valutati come assolti dall’Erario e dall’Inps e ritenuti, pertanto, utili sia alla formazione contributiva pensionistica futura che al conseguimento dell’indennità di disoccupazione”.

«Abbiamo cercato di capire come sia stata possibile la realizzazione di una condotta fraudolenta ai danni dell'Erario per svariati milioni di euro – ha commentato il Procuratore capo Pierpaolo Bruni – ed abbiamo ricostruito questa fase e la complicità di alcuni professionisti il cui contributo è stato necessario per portare a termine le attività fraudolente». A margine dell'operazione è stato anche emesso un avviso di conclusione indagini preliminari, per il reato di calunnia, nei confronti di tre indagati che, attraverso la presentazione di infondate querele e di atti di citazione, avrebbero puntato a intimidire i militari e ad ostacolare le indagini. “Con il provvedimento cautelare reale – è stato sottolineato - vengono colpite le risorse economiche provento di illeciti in modo tale da rendere economicamente non conveniente lo svolgimento dell’attività criminosa”.

LA CONFERENZA STAMPA



0 visualizzazioni
  • Pagina Facebook miocomune
  • miocomune
  • Youtube miocomune
  • Instagram miocomune
  • LinkedIn
Iscriviti alle Newsletter
Segnalazioni e info
contatto mail: miocomune@gmail.com

Copyright © Miocomune. Tutti i diritti riservati. - quotidiano on line (Reg. inf. 01/2012, Trib. Paola)