Operazione "Re nudo": 3 in carcere, 6 ai domiciliari. C'è l'ex sindaco di Scalea, Russo

Aggiornato il: 17 dic 2020

L'operazione "Re Nudo”, dei carabinieri della Compagnia di Scalea, coordinata dalla procura di Paola conta numerosi indagati

SCALEA - 16 dic. 20 - L'hanno chiamata "Re nudo" l'operazione dei carabinieri della compagnia di Scalea, coordinati dal capitano Andrea Massari. Alle prime luci dell’alba, a Scalea, Praia a Mare, Diamante, Bonifati, Santa Maria del Cedro e Maratea, i carabinieri della compagnia di Scalea, a conclusione di una complessa attività investigativa originariamente di competenza della Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro e successivamente trasmessa alla Procura della Repubblica di Paola, hanno dato esecuzione a 9 misure di custodia cautelare (di cui 3 in carcere e 6 agli arresti domiciliari) e 5 misure interdittive della sospensione dall’esercizio del pubblico ufficio o servizio con divieto temporaneo di esercitare l’attività imprenditoriale, emesse dal Gip presso il Tribunale di Paola su richiesta della locale Procura della Repubblica, nei confronti di altrettanti indagati, ritenuti indiziati, a vario titolo, di “associazione per delinquere”, di “falsità materiale e ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici”, “truffa aggravata ai danno dello Stato per il conseguimento di erogazioni pubbliche”, “concussione”, “corruzione”, “induzione indebita a dare o promettere utilità”.

Le persone coinvolte sono:

  • Mario Russo, in carcere

  • Antonia Coccimiglio, in carcere

  • Eugenio Vitale, in carcere

  • Massimiliano Marino, ai domiciliari

  • Paolo Marino, ai domiciliari

  • Nicola Oliveto, ai domiciliari

  • Massimo Baldo, ai domiciliari

  • Giuseppe Mandato ai domiciliari

  • Giuseppe Pintozzi, ai domiciliari

Il Gip ha poi applicato la sospensione dall'esercizio del pubblico ufficio per Francesca Amoroso, di Diamante, in qualità di membro della commissione per l'accertamento dell'invalidità, e per Ines Rosaria Tieso, di Bonifati, impiegata; entrambe interdette dall'attività per sei mesi.

Contestualmente, sono state sospese dall’esercizio commerciale con divieto temporaneo di esercitare l’attività imprenditoriale tre ditte di onoranze funebri, mentre per cinque autoscuole è stato disposto il sequestro preventivo con interdizione dell’esercizio dell’attività. Infine, sono stati operati numerosi sequestri preventivi diretti o per equivalente sul profitto dei reati di concussione, corruzione e induzione indebita a dare o promettere utilità, su ratei di pensione indebitamente percepiti e sul profitto percepito per i reati di truffa aggravata, per un totale complessivo di 635.604 euro.

Le indagini sono state avviate e coordinante originariamente dalla Procura della Repubblica, Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro e, dopo la trasmissione degli atti per competenza, sono state proseguite dalla Procura della Repubblica di Paola, alla quale è stato anche applicato, per lo specifico procedimento, un magistrato della stessa Direzione Distrettuale Antimafia.

I gravi indizi di colpevolezza per i reati contestati sono fondati sugli esiti delle intercettazioni telefoniche, ambientali e informatiche, e si sono appuntati sin da subito sulla figura di un medico legale, in servizio nel Distretto tirrenico dell’Azienda sanitaria provinciale di Cosenza, che ha mercificato la sua funzione piegandola, anche a fini personali, ed ha posto in essere, con altri indagati, un rilevante numero di illeciti inerenti le visite per l’accertamento dell’invalidità e dell’handicap di cui alla Legge 104/94, le visite per il rilascio/rinnovo delle patenti di guida e le visite per il rilascio di certificati di idoneità per la detenzione ed il porto di armi.

L’indagine, nata presso la Direzione Distrettuale Antimafia, all’indomani della conclusione della nota operazione convenzionalmente denominata “Plinius 2”, e successivamente proseguita presso la Procura di Paola, ha permesso di disvelare un radicato e diffuso sistema di corruzione nella sanità pubblica del Tirreno cosentino, che si reggeva sulla figura proprio del predetto medico legale.

Gli illeciti riscontrati possono così sintetizzarsi:

a) Reati commessi nell’ambito della Commissione per l’accertamento dell’invalidità e dell’handicap di Diamante;

b) Reati commessi nell’ambito dell’attività di medico certificatore per il rinnovo delle patenti di guida dell’A.s.p. di Scalea;

c) Illeciti in materia di visite necroscopiche.

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