Omicidio Dimova: interrogatorio di garanzia per l'indagato. Il gIp potrebbe decidere domani

Il pubblico ministero Rossana Esposito ha chiesto la permanenza della custodia cautelare in carcere



BELVEDERE MARITTIMO – 20 set. 20 Si attendono le decisioni del Gip del Tribunale di Paola, Maria Grazia Elia, in merito al fermo di A.R., il 32enne indiziato per il delitto della 55enne bulgara Aneliya Dimova, avvenuto nell'abitazione del centro storico a Belvedere Marittimo, sul Tirreno cosentino. Il fatto di sangue si è consumato il 30 agosto scorso, nella notte, intorno all'1.30. Nella tarda serata di giovedì scorso, il pubblico ministero Rossana Esposito ha emesso il decreto di fermo eseguito dai carabinieri della compagnia di Scalea, coordinati dal capitano Andrea Massari. Ieri si è svolto l'interrogatorio di garanzia, alla presenza dell'avvocato di fiducia dell'indagato, Alberto Prassede Grimaldi, del Foro di Paola. Il giovane si è avvalso della facoltà di non rispondere. Come è stato anticipato ieri, il quadro indiziario raccolto nei confronti del 32enne è molto grave ed i carabinieri con la collaborazione del reparto scientifico di Messina hanno raccolto diversi elementi che potrebbero inchiodare il giovane belvederese. Il pubblico ministero, Rossana Esposito, ha chiesto la convalida del fermo, proprio per la presenza dei gravi elementi indiziari.



L'avvocato Grimaldi, che ha preannunciato ulteriori azioni, comprese alcune attività investigative, non si è detto contrario alla convalida del fermo, ma si è opposto alla prosecuzione della misura della custodia cautelare in carcere per il suo assistito. Il Gip Elia si è riservata di decidere e con molta probabilità nella giornata di domani potrebbe fornire una risposta.

Ad appesantire la posizione del 32enne belvederese, come anticipato, ci sono diversi elementi che in qualche modo lo vedono coinvolto. Innanzitutto, la presenza dell'indagato nella notte dell'omicidio nel centro storico di Belvedere Marittimo. Comparirebbero sia lui mentre passeggia e si muove, che la sua auto nelle riprese di videosorveglianza tratte dalle telecamere dell'impianto comunale. Comparirebbe la sagoma mentre scavalca il balcone dal quale con molta probabilità è entrato anche l'assassino. E ci sono diverse impronte dattiloscopiche ricostruite in una ottima percentuale di frammenti che potrebbero inchiodare l'indagato che, in qualche modo, dovrà comunque fornire delle spiegazioni. E, altro elemento non secondario, è la vendita di due anelli che sarebbero appartenuti alla vittima al compro oro, nella giornata del 31 agosto, il giorno dopo, e il successivo 2 settembre. In entrambi i casi, l'indagato avrebbe fornito la sua carta d'identità al momento della vendita.


1,729 visualizzazioni
  • Pagina Facebook miocomune
  • miocomune
  • Youtube miocomune
  • Instagram miocomune
  • LinkedIn
Segnalazioni e info
contatto mail: miocomune@gmail.com
Iscriviti alle Newsletter

Copyright © Miocomune. Tutti i diritti riservati. - quotidiano on line (Reg. inf. 01/2012, Trib. Paola)