Omicidio Corrado: ieri l'autopsia. Zangari ha agito da solo

San Nicola Arcella, l'indagato difeso dall'avvocato Sapone potrebbe essere trasferito in altro carcere.


SAN NICOLA ARCELLA – 30 nov. 19 - Si è svolta ieri mattina l’autopsia sul corpo di Chiara Corrado, la quarantenne uccisa a colpi di mazzetta a Lucca da Graziano Zangari, 46enne di San Nicola Arcella. Effettuati anche gli accertamenti tecnici irripetibili.

Bisognerà attendere, adesso, il risultato degli esami per avere chiare le idee sul decesso e su altri particolari che riguardano il caso. Graziano Zangari, difeso dall’avvocato Francesco Sapone del Foro di Paola, è attualmente rinchiuso nel carcere della città tirrenica, ma non è escluso che si provveda a trasferirlo in altra sede. Fra l’altro, il Gip del Tribunale di Paola, Rosamaria Mesiti, nei giorni scorsi, ha dichiarato la propria incompetenza territoriale in favore del Gip del Tribunale di Lucca ed ha ordinato la restituzione degli atti al Pubblico ministero della città toscana, Aldo Ingangi.

Sui fatti, l’indagato avrebbe detto di aver utilizzato una chiave, anche se gli investigatori hanno poi trovato una mazzetta, compatibile con le ferite repertate sul corpo della vittima. Chiara Corrado sarebbe stata uccisa con un corpo contundente che le ha fracassato il cranio. Questa è una delle certezze emerse ieri e confermate dal medico legale, dottor Stefano Pierotti, che ha eseguito l’autopsia all’ospedale “Versilia”. Il corpo della donna, come è noto, è stato trovato in avanzato stato di decomposizione nel terreno di un conoscente di Zangari, in una traversa della via Aurelia a Torre del Lago.

Ieri sono state riscontate numerose lesioni alle ossa craniche che confermerebbero l’ipotesi di reato di omicidio volontario, oltre al reato di occultamento di cadavere. Su quest’ultimo particolare, fra l’altro, c’è da dire che Zangari avrebbe confermato, in fase di interrogatorio, di aver agito da solo senza l’aiuto di complici. Infatti, avrebbe utilizzato delle corde del cantiere per legare il corpo della vittima su alcune pedane in legno. Il cadavere sarebbe stato trainato con l’auto fino alla roulotte nel terreno di Torre del Lago, che Graziano Zangari aveva in uso dal proprietario.

Anzi, si è appreso, che proprio nel giorno in cui si ipotizza che il cadavere sia stato trasportato nella roulotte, Zangari avrebbe chiesto al proprietario di lasciare il lucchetto del cancello aperto. Tutto questo per portare a termine l’azione senza ulteriori problemi. Normalmente, invece, l’uomo accedeva al terreno da un’apertura della rete di recinzione.

Chiara Corrado, originaria di Pisa, che da tempo viveva senza fissa dimora nella provincia di Lucca, era stata anche a San Nicola Arcella negli anni precedenti. Certo, il rapporto fra i due era burrascoso. Anche se, chi conosceva Graziano Zangari, a San Nicola Arcella, fatica ad indicarlo come un assassino. Tutto sommato, racconta chi lo conosceva, era una persona che appariva molto solare, con il sorriso sulla bocca. Sarà probabilmente scattato qualche meccanismo che ha generato la violenza omicida. Chiara Corrado viene descritta con un carattere irascibile, qualcuno la definisce “bipolare”. L’avvocato Francesco Sapone potrebbe anche chiedere una perizia psichiatrica di parte per il suo assistito, in modo da avere chiaro il quadro della situazione.

0 visualizzazioni
  • Pagina Facebook miocomune
  • miocomune
  • Youtube miocomune
  • Instagram miocomune
  • LinkedIn
Iscriviti alle Newsletter
Segnalazioni e info
contatto mail: miocomune@gmail.com

Copyright © Miocomune. Tutti i diritti riservati. - quotidiano on line (Reg. inf. 01/2012, Trib. Paola)