Mormanno, Regina scrive alla Santelli: si facciano i tamponi al personale della casa della salute

MORMANNO – 6 apr. 20 - Da giorni il sindaco Giuseppe Regina sollecita per avere anche i dispositivi di protezione individuale per la struttura comunale a tutela degli operatori e dei pazienti già due settimane fa aveva scritto alla presidente della Regione, Jole Santelli, per chiedere, attraverso il dipartimento della protezione civile e quello della salute regionale, i dispositivi di protezione individuale per gli operatori sanitari che operano nella Casa della salute di Mormanno. Il sindaco di Mormanno, Giuseppe Regina, è tornato a scrivere al governatore della Calabria e al direttore generale del dipartimento salute, Antonio Belcasto, al commissario straordinario dell'Asp di Cosenza, Giuseppe Zuccatelli, per sollecitare la «necessità di effettuare appositi test per la ricerca di Covid-19/SARS- Cov-2 all’interno della Casa della Salute di Mormanno al fine di salvaguardare i pazienti nonché gli operatori sanitari e socio-sanitari che prestano servizio di assistenza medica nella predetta struttura».

Nella missiva il primo cittadino di Mormanno chiede anche di poter valutare la «possibilità di estendere i predetti controlli ai medici di medicina generale ovvero ai pediatri di libera scelta in quanto gli stessi sono in prima linea nell’affrontare la delicata situazione attuale».

In questi giorni sul fronte delle municipalità da più parti è arrivata la sollecitazione alla Regione Calabria di provvedere anche alla distribuzione dei tamponi soprattutto nell'area del Pollino al fine di monitorare «i soggetti che hanno avuto stretti contatti con persone risultate positive al Covid-19». Una necessità che serve per aggredire preventivamente la eventuale diffusione del virus in un territorio che sta profondendo ogni «massimo sforzo - aggiunge il sindaco Regina - per tenere lontano il contagio e le sue potenziali forme di diffusione, approfondendo controlli, monitorando strettamente gli accessi ai borghi, invitando sollecitamente le persone a rimanere a casa avendo attivato una capillare forma di commercio a domicilio per i servizi essenziali, le spese alimentari e farmaceutiche. Ma oggi la diagnosi diventa necessaria e funzionale a corroborare questo sistema di responsabilità che i cittadini stanno alimentando con la proficua partecipazione al rispetto delle regole».

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