"Mezzo servizio”, sequestrati 70mila euro ad un medico del "Pugliese Ciaccio”

Catanzaro, la Guardia di finanza ha calcolato 47 settimane di assenza ingiustificata in tre anni, per il medico dell'azienda ospedaliera


CATANZARO – 21 feb. 20 - Nella giornata di ieri i finanzieri del nucleo di polizia economico-finanziaria di Catanzaro, su disposizione della locale Procura della Repubblica, hanno dato esecuzione a un provvedimento di sequestro preventivo ai fini della confisca di 70.572,48 euro, emesso dal giudice per le indagini preliminari presso il tribunale, Paola Ciriaco, nei confronti di un medico dell’azienda ospedaliera “Pugliese-Ciaccio” di Catanzaro.

Il dirigente è iscritto nel registro degli indagati per abuso d’ufficio (art. 323 cod. Pen.), Per essersi indebitamente assentato, in molte occasioni, dal posto di lavoro, maturando in meno di tre anni numerosissime assenze ingiustificate, regolarmente retribuite ma mai recuperate.

I fatti risalgono agli anni tra il 2014 e il 2016, periodo nel quale il dirigente medico ricopriva l’incarico di direttore di struttura semplice del nosocomio catanzarese, prima di diventare direttore di una struttura operativa complessa dell’ospedale Pugliese-Ciaccio.

Le indagini, dirette dal Pubblico ministero Stefania Paparazzo, con il coordinamento del procuratore aggiunto, Giancarlo Novelli, e del Procuratore della Repubblica, Nicola Gratteri, hanno consentito di accertare che lo specialista, pur presentandosi regolarmente in servizio, svolgeva quasi sempre il proprio orario di lavoro in misura inferiore a quella d’obbligo, allontanandosi senza alcuna giustificazione e senza completare l’orario obbligatorio, previsto da contratto in 38 ore settimanali.

Con questa condotta, il medico è arrivato a contabilizzare 1.804 ore di assenza ingiustificata dal posto di servizio, pari a oltre 47 settimane lavorative.

Nel corso del tempo, le strutture amministrative dell’azienda ospedaliera avevano avvisato lo specialista dell’ingente debito orario accumulato, ma ciononostante l’indagato non aveva adottato iniziative per porre rimedio alla problematica.

Tutte le prestazioni lavorative non eseguite sono state comunque regolarmente retribuite, per un totale di 70.572,48 euro, cagionando quindi un ingente danno all’azienda ospedaliera, sia in termini economici che di efficienza complessiva, considerati i lunghi tempi di attesa per le prestazioni sanitarie in calabria.

Il sequestro, effettuato dai militari del gruppo tutela spesa pubblica del nucleo di polizia economico-finanziaria della Guardia di finanza di Catanzaro, è stato eseguito sui conti correnti del medico indagato ed ha riguardato gli stipendi indebitamente guadagnati dallo specialista.

Sono in corso approfondimenti anche sulle strutture dirigenziali dell’azienda ospedaliera, con l’obiettivo di individuare eventuali responsabilità in capo ai superiori gerarchici del medico, per non aver impedito le sue condotte assenteistiche.

Al termine delle indagini di polizia giudiziaria, d’intesa con la Procura della Repubblica, gli elementi accertati potranno essere comunicati anche alla Procura regionale della Corte dei conti, per i successivi accertamenti sull’eventuale danno erariale.

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