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Melicucco, 12 arresti per ’ndrangheta: sequestrata l’impresa di una cava

Immagine del redattore: Matteo Cava
Matteo Cava
27 minuti fa
Tempo di lettura: 2 min

Sette persone in carcere e cinque ai domiciliari nell’operazione dei carabinieri eseguita oggi in provincia di Reggio Calabria. L’inchiesta riguarda la presunta organizzazione mafiosa di Melicucco: contestati, a vario titolo, estorsioni, violenza privata, armi e droga

1° ottobre 2026 - 13:05

Melicucco, 12 arresti per ’ndrangheta: sette in carcere, sequestrata un’impresa

Dodici persone sono state arrestate questa mattina nella provincia di Reggio Calabria, nell’ambito di un’inchiesta sulla presunta organizzazione di ’ndrangheta di Melicucco. I Carabinieri del Gruppo di Gioia Tauro hanno eseguito un’ordinanza cautelare emessa dall’Ufficio GIP-GUP del Tribunale di Reggio Calabria: sette indagati sono stati sottoposti alla custodia in carcere e cinque agli arresti domiciliari.

Contestualmente, i militari hanno eseguito un sequestro preventivo di un’impresa individuale destinata alla gestione di una cava di inerti e di un terreno, disposto dallo stesso ufficio giudiziario.

Agli indagati vengono contestati, a vario titolo, associazione per delinquere di tipo mafioso, estorsione aggravata, violenza privata aggravata, detenzione illegale di armi e detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio.



Le indagini e gli episodi contro amministratori locali

Secondo quanto si apprende dalla Procura di Reggio Calabria, coordinata da Giuseppe Borrelli, le indagini del Nucleo Investigativo del Gruppo Carabinieri di Gioia Tauro sono iniziate nel maggio 2022, prendendo le mosse anche dagli elementi raccolti nei procedimenti “Crimine” e “’Ndrangheta Stragista”.

Gli investigatori hanno ricostruito le origini del presunto sodalizio, che risalirebbero a circa un secolo fa, e l’avvicendamento dei suoi vertici, fino a delinearne l’attuale assetto.

Nell’inchiesta sono stati ricostruiti episodi di estorsione e violenza privata aggravata, anche nei confronti di amministratori locali. Nella ricostruzione dell’accusa, questi fatti avrebbero evidenziato la capacità intimidatoria del gruppo e il suo controllo criminale sul territorio.

Le investigazioni avrebbero inoltre raccolto elementi sulla disponibilità di armi da parte di appartenenti alla presunta associazione.



Gli approfondimenti sugli stupefacenti

Un altro filone riguarda gli stupefacenti. Secondo la Procura, il traffico di droga non avrebbe rappresentato l’attività principale della presunta organizzazione di Melicucco, ma alcuni appartenenti se ne sarebbero occupati in caso di necessità.

Alcune trattative già avviate, riferisce il comunicato, non sarebbero state portate a termine per circostanze fortuite.

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