Mareggiata sul Tirreno, si fa la conta dei danni. Onde alte e lunghe - VIDEO

Aggiornato il: gen 4

Tortora il centro più colpito, a Scalea stabilimento balneari cancellati, a Diamante onde sul lungomare nuovo


TORTORA – 25 dic. 19 - Il mare penetra, distrugge, porta via ciò che l’uomo ha realizzato sul suo territorio. Lo diceva un vecchio pescatore di Scalea, ‘U nachiere: «Il mare prima o poi torna a riprendere ciò che l’uomo gli ha tolto». E’ una frase che risuona ad ogni onda, alta anche fino a sei metri. Un mare in tempesta che nelle ultime ore ha flagellato l’intera costa. Da Tortora a Bonifati ed anche oltre.

I danni più evidenti si registrano a Tortora, Scalea, Diamante. A Tortora, come accade spesso, il mare ha superato ogni barriera penetrando nelle strade, nei parchi estivi. L’acqua spinta dalle onde ha generato una laguna. Il lungomare è stato devastato. Tutti gli arredi che l’amministrazione del sindaco Pasquale Lamboglia ripristina ad ogni evento sono andati persi. Impianti elettrici, opere di vario genere, ma anche alcune case sono sempre a rischio. Il sindaco Lamboglia e la sua amministrazione, da tempo, portano avanti iniziative per proteggere la costa dalla furia del mare. E’ necessario che la Regione Calabria ponga fra gli obiettivi prioritari la questione del litorale di Tortora.

La mareggiata delle ultime ore, poi, ha provocato danni alle strutture turistiche balneari di Scalea. Come spesso accade, gli operatori turistici, che gestiscono gli stabilimenti balneari, già in autunno fanno realizzare alte dune a protezione degli stabilimenti balneari. Protezioni che hanno, in qualche modo, resistito alle mareggiate dei giorni scorsi. Le ultime onde imponenti, alte e lunghe, hanno invece superato le barriere realizzate e sono penetrate negli stabilimenti balneari. Alcuni lidi sono stati praticamente cancellati dalla mareggiata. Gli operatori turistici hanno organizzato una riunione per affrontare la problematica. Tutto ciò avviene in un periodo particolar in cui la politica è “distratta” dalle prossime elezioni regionali e in giorni vicini al Natale. In alcune aree del lungo litorale di Scalea le onde hanno scavato la sabbia; alcune strutture sono rimaste praticamente sospese, altre, invece, hanno ceduto devastate dalla forza dei marosi. Anche a Diamante la mareggiata è penetrata nella zona del cosiddetto “lungomare nuovo”. Le onde hanno cancellato la porzione di spiaggia e, come spesso accade, hanno distrutto i muri a protezione del lungomare creando una sorta di sifone che si insinua e scava facendo sprofondare la caratteristica passeggiata. E’ necessario che si valutino i danni e che si organizzi un piano per risolvere i problemi.


IL CONSIGLIERE COMUNALE RAFFAELE PAPA

TORTORA – 25 dic. 19 - «Tortora non è solo mare, ma senza mare e spiaggia rischierà di morire. L’erosione è un fenomeno grave ma va combattuto senza tregua, a Tortora sul lungomare ed in particolare sul lato nord, per effetto dell’erosione costiera che da anni colpisce il nostro territorio, ci stiamo rimettendo tutti e non solo i proprietari delle abitazioni adiacenti». E' il commento di Raffaele Papa dopo la violenta mareggiata che ha distrutto nuovamente l'area lungo il litorale del territorio tortorese. «In questi giorni di mareggiate, come la scorsa settimana, mi sono recato più volte a verificare, ad osservare e soprattutto a portare solidarietà alle famiglie colpite. Vi assicuro – scrive Raffaele Papa - che essere lì, a vedere la furia e l’impeto delle onde, la violenza con la quale straripano e distruggono è, non solo impressionante, ma situazione che addolora e fa male per l’impossibilità di qualsiasi azione di difesa. Si sta distruggendo tutto, vengono meno abitazioni ma anche la spiaggia, ed il rischio che ci si allaghi in buona parte da Via Giovanni XXIII a Via Marconi, da Via F.lli Bandiera fino a scendere ancora più giù alla Piazza Stella Maris, si fa concreto come verificato in questi giorni. E’ pur vero che alla forza della natura è difficile far fronte, ma è altrettanto vero che tanto e troppo tempo si è perso nel non realizzare opere di protezione che avrebbero senz'altro ridotto un impatto così devastante, in primis barriere a mare nei punti più esposti e anche l’innalzamento dell’attuale passeggiata del lungomare. Quando un territorio è fragile ed indebolito da una pluriennale e costante erosione che elimina ogni ostacolo, basta una piccola o breve mareggiata per creare problemi, se poi la mareggiata è forte, intensa e prolungata diventa invece una calamità. In effetti – prosegue Raffaele Papa - i danni ad oggi sono tanti, si accumulano di anno in anno, e non sono solo materiali, purtroppo si insinua con sempre maggiore senso ed insistenza, il terribile pensiero che in fondo il mare avanza e tutto va come deve andare, e che il rimedio si fà sempre più lontano da apportare; questo è un atteggiamento ancora più dannoso dei danni fisici causati. Di certo ci saranno delle responsabilità morali, politiche o amministrative che non sta a me assegnare e stabilire ma non si deve permettere che l’indifferenza possa trasformarsi in rassegnazione. Bisogna reagire, dobbiamo tutti reagire iniziando forse da zero, anzi no, iniziando dalle macerie che dovevano ad ogni costo essere evitate, così non è stato ma rimediare si può ancora, anche se le difficoltà non sono poche. Tortora ce la farà? Ce la faremo? Ne saremo capaci? Non saprei, un ruolo importante dovrà essere svolto da chi andrà gestire il territorio anche dal punto di vista politico e amministrativo, le elezioni comunali sono prossime e molto dipenderà da chi e coloro ne avranno guida e responsabilità. L’erosione delle coste è un fenomeno grave che può e deve essere combattuto, non è facile ma ci sono mezzi e modi per farlo, sicuramente non deve essere sottovalutato come avvenuto per anni. Di sicuro – conclude il consigliere Raffaele Papa - non è più possibile stare a guardare con indifferenza ne tanto meno rassegnazione, il mare invaderà tutti se non si porrà un argine adeguato. Per quel che mi riguarda farò il possibile ed anche di più perché la ricostruzione ricominci e con essa la speranza che tutto possa essere ripristinato al meglio ridando nuovo e maggior vigore ad ogni attività sociale ed economica dell’intero territorio. Tortora non è solo mare, ma senza mare e spiaggia rischierà di morire».

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