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Maierà, l'ufficio postale non può essere aperto a "singhiozzo”

La denuncia dei consiglieri di "Un Comune per tutti” e la lettera ai rappresentanti istituzionali per garantire il servizio alle fasce deboli


MAIERA' – 18 gen. 21 - Non possono essere limitati i servizi nei centri montani dove la presenza di anziani e di cittadini appartenenti alle fasce deboli è molto alta. Ancor di più il problema diventa serio se l'ufficio postale garantisce un servizio a singhiozzo che non soddisfa le esigenze della parte debole della popolazione. I consiglieri di “Un comune per tutti”: Francesco Antonio Liserre, Francesco Liserre e Claudio Felice hanno scritto una lettera al ministro dello sviluppo economico, all'amministratore delegato di Poste italiane, al Prefetto di Cosenza, al Procuratore di Paola. I consiglieri si dicono “molto preoccupati per la situazione che si è venuta a creare”. I consiglieri fanno notare che “La scelta messa in atto da Poste Italiane realizza un elevatissimo rischio di diffusione epidemiologica da coronavirus, oltre che una interruzione di pubblico servizio in un momento drammatico, sia per gli spostamenti, in altri comuni per motivi urgenti che per gli assembramenti. Vi è quindi la necessità e l’obbligo morale – si legge - di attuare, ognuno per le proprie competenze, scelte e misure che non producano effetti contrari a quanto disposto dai decreti emanati dal governo per il contenimento dell’epidemia da Coronavirus. Pertanto, chiediamo, ognuno per la propria parte di funzioni e responsabilità, di intervenire per l’immediata riapertura giornaliera dell'Ufficio Postale del Comune di Maierà affinché la nostra comunità possa avere un servizio continuo che è fondamentale ed essenziale”.



Lo sportello di Poste Italiane, attualmente, opera a giorni alterni e questo, secondo i consiglieri, sta causando notevoli problemi ai cittadini, soprattutto anziani, che si servono ed hanno necessità di servizi come: riscossione pensioni, pagamento bollette, prelievo contanti ed anche altro. “Tale situazione – si legge - oltre ad essere aggravata dall’emergenza sanitaria che arreca ulteriori disagi ai nostri concittadini, sta determinando assembramenti di persone e quindi con la conseguenza che si mette a rischio la salute degli stessi poiché non in condizioni ottimali per rispettare le prescrizioni dei vari Dpcm e quindi con la non remota possibilità di sviluppare pericolosi focolai”. Secondo i consiglieri: “Il funzionamento a giorni alterni dell’Ufficio Postale si può configurare come interruzione di pubblico servizio poiché si tratta di servizi primari ed indispensabili per la vita e l’attività di una comunità e che quindi Poste Italiane non può agire per mero calcolo burocratico o di contenimento dei costi, bensì, deve tenere fede alla propria missione societaria di presenza costante sul territorio ed in particolare nei piccoli comuni delle zone interne”.

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