L'imu dei comuni costieri rinforza le casse dello Stato. Una "solidarietà” al contrario

Santa Maria del Cedro, il sindaco Ugo Vetere fa un po' di conti


SANTA MARIA DEL CEDRO – 7 gen. 20 - Da tempo si discute sulla questione che rappresenta un vero e proprio handicap, soprattutto per i comuni costieri che sono costretti a “devolvere” alle casse dello Stato una buona parte dei fondi provenienti dal pagamento dell'Imu delle seconde case. Denaro che anziché essere investito sul territorio va altrove e, anche se ritorna sotto forma di altri finanziamenti, non rappresenta un'entrata diretta quale può essere l'Imu. Il sindaco Ugo Vetere fa il punto della situazione e ricorda che: “A fronte di un ruolo di circa 2.800.000 euro i contribuenti hanno, ad oggi, versato 2.488.670. E la quota che lo Stato ha trattenuto, quel fondo di “solidarietà” è pari a 1.802.184.75 euro”. Il Comune di Santa Maria del Cedro potrà invece contare su una cifra più piccola, il 30 per cento dell'Imu versata, 638.541,69 euro. “Tanto – afferma polemicamente il sindaco Vetere - prova ancora una volta che i proprietari di seconde case versano l'Imu allo Stato”. Più volte, anche da questi territori costieri, è partita l'iniziativa per cercare di sensibilizzare i parlamentari a rivedere la normativa, ma, ovviamente i solleciti sono rimasti lettera morta. Già due anni fa, Ugo Vetere dichiarava: “Nella mia qualità di sindaco del Comune di Santa Maria del Cedro, che rientra tra i 592 comuni italiani “colpiti” dal fondo di solidarietà comunale che deve restituire il 71,46% su base annua delle somme versate dai proprietari di immobili a titolo di Imu, chiedo ai Parlamentari di tutti gli schieramenti politici di attivarsi affinchè la norma che dal 2012 sta portando i comuni al default, venga immediatamente caducata o quantomeno modificata”. Sempre nel settore finanziario, il sindaco fa presente che: “Con riferimento alla Tasi, a fronte di un ruolo di circa 300mila euro, abbiamo incassato 274 mila euro. Chiedo ai parlamentari tutti – rinnova l'appello - di rivisitare il criterio di determinazione del fondo. È ingiusto che un comune che ospita oltre 70mila persone in estate, debba essere tartassato dallo Stato, mentre altri devono beneficiare di tanto. In 6 anni, la mia amministrazione non ha avuto, rispetto alle precedenti, circa 12 milioni di euro. Ha versato anche quanto dovuto per gli anni 2012 e 2013 per circa 4 milioni. Il comune non incassa, ma deve fornire i servizi ai cittadini e ai villeggianti e turisti”.

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