Katarion, Anna Maria Sollazzo torna in libertà. Annullati i domiciliari

Il tribunale della libertà di Catanzaro ha accolto le richieste dell'avvocato penalista Antonio Crusco sulla vicenda della tentata estorsione e dello spaccio, nell'ambito dell'operazione Katarion, per Anna Maria Sollazzo di Scalea


L'avvocato Antonio Crusco

SCALEA – 2 apr. 21 - E' uno dei punti focali dell'indagine denominata “Katarion”. Un episodio di estorsione con l’aggravante del metodo mafioso e della agevolazione mafiosa.

Fra gli indagati per tale vicenda c'è Anna Maria Sollazzo, 59 anni, di Scalea, sottoposta, sin dal giorno dell'operazione Katarion agli arresti domiciliari. Per Anna Maria Sollazzo, assistita dall'avvocato penalista Antonio Crusco, si è espresso il Tribunale della libertà di Catanzaro, presidente Cappai. In totale accoglimento delle argomentazioni di diritto penale espresse dall'avvocato Antonio Crusco, il tribunale catanzarese ha annullato il metodo mafioso; anche la contestata aggravante dell’agevolazione mafiosa; e l’accusa dal reato di estorsione. Il difensore, Antonio Crusco, ha prospettato che nella condotta di estorsione contestata non vi fosse alcuna violenza e alcuna minaccia; che non vi fosse alcuna prova dell’esistenza della consorteria mafiosa e che il riferimento a terze persone era solo un elemento congetturale.



Il difensore ha sostenuto l'insussistenza del metodo mafioso: “non sussistendo alcuna coartazione psicologica anche in riferimento al contenuto della denunzia e all’integrazione; non v’era inoltre alcuna soverchiante forza intimidatrice e comunque non v’era prova del favorire direttamente il programma della consorteria mafiosa contestata”.

Il tribunale della libertà ha revocato la misura cautelare degli arresti domiciliari per l'accusa dell’aggravante del metodo mafioso e dell'agevolazione mafiosa, oltre che dell'estorsione.

La Dda di Catanzaro, sempre nell’ambito dell’operazione Katarion, aveva contestato ad Anna Maria Sollazzo la condotta di partecipare all’organizzazione di narcotraffico a Scalea. In particolare, la Dda contesta la qualità di partecipe dell’associazione che avrebbe operato nella piazza di spaccio di Scalea e zone limitrofe, effettuando sistematicamente cessioni di sostanze di stupefacenti agli assuntori abituali; contesta anche diversi episodi di cessione di droga. Il Gip non ha ritenuto sussistente l’accusa elevata ad Anna Maria Sollazzo di far parte dell’associazione finalizzata alla cessione della droga ed ha escluso che cedesse sostanze stupefacenti. L'avvocato Antonio Crusco ha espresso soddisfazione: “La signora Sollazzo nell’ambito della operazione Katarion era stata già estromessa dalla impalcatura accusatoria di far parte di una associazione di narcotraffico operante in Scalea. Ora, sono cadute accuse molto gravi. Il Tribunale della libertà ha annullato il metodo mafioso e l’agevolazione mafiosa ed il grave delitto della tentata estorsione. La signora Sollazzo è completamente libera senza alcuna misura cautelare”.



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