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In casa, sepolti da una montagna di rifiuti

La situazione di salute e solitudine di una coppia nel centro di Scalea


SCALEA – 9 dic. 19 - Qualcuno forse “distrattamente” si è già chiesto cosa ci fosse dietro quella porta. Ma forse, nessuno, o pochi, riescono ad immaginare che alle soglie del 2020, nelle “ricche” cittadine turistiche del Tirreno possano ancora esserci situazioni del genere.

Certo, per la coppia che vive all’interno di quell’appartamento, ormai gli oggetti accatastati erano divenuti un complemento della stessa abitazione, difficile disfarsene. La credenza, quella vera, ormai sepolta chissà dove, è diventata il pavimento o un ripiano qualsiasi. Ma in quella casa non abita solo la coppia, vivono anche numerosi cani, forse una decina.

Sepolta viva fra i rifiuti e avvolta in una coperta lurida, i “soccorritori” hanno trovato la donna, ormai allo stremo delle forze. Una situazione sulla quale ogni uomo, ogni politico abituato alle eleganti passerelle, dovrebbe riflettere.

La piccola abitazione si trova su una strada principale di Scalea. Caterina e Giacomo, 70 anni circa, vivono insieme e gli scaleoti li conoscono. Una decina di cani randagi, accolti in casa; un’esistenza isolata dal mondo interno. Ma forse, in pochi immaginano cosa si nasconde dietro quella porta. L’abitazione è ormai un piccolo corridoio con pareti di oggetti, rifiuti di ogni genere. Non c’è spazio per una poltrona, per un quadro, per una foto ricordo. Il televisore è adagiato su un cumulo di rifiuti e non è dato sapere se funziona, Forse non c’è l’energia elettrica. Il bagno è in condizioni disastrose. Scavi fatti per riparare vecchi tubi sono rimasti tali e quali. Neanche il lavandino è più accessibile. Una situazione complessa. Qualcuno, però, si è accorto dell’assenza, da un po’, di tempo, della donna. L’amministrazione comunale, e in particolare il sindaco Gennaro Licursi, ha investito del problema il maresciallo dei carabinieri, avvocato Francesco Galati, che, dopo la sua collocazione in pensione, è entrato a far parte dello staff. Galati si è dato subito da fare. Nell’abitazione ha trovato la donna, riversa sul letto, in uno stato di incoscienza e di abbandono, avvolta in una sudicia coperta, in gravi condizioni di salute con evidente perdita della conoscenza e fisicamente deperita. Le condizioni sanitarie interne dell’abitazione non sono risultate meno gravi, anche il compagno Giacomo non versa in ottimali condizioni di salute. L’abitazione è apparsa impenetrabile per gli accumuli di sporcizia, rifiuti, ingombranti di ogni tipo. Nonostante tutto, raggiunta la camera da letto della donna il medico di famiglia Maurizio Ciancio, è riuscito a rianimare la donna ed ha disposto l’immediato ricovero presso l’ospedale civile di Praia a Mare dove Caterina è stata trasportata dal personale della Croce rossa italiana. La situazione è stata subito comunicata al magistrato competente ed agli assistenti sociali dell’Azienda sanitaria, con una richiesta specifica e formale di assistenza domiciliare quotidiana ed integrata con servizi socio-assistenziali (igiene personale, cura della persona, assistenza ai pasti), in considerazione della mancanza di autosufficienza di queste persone, come previsto per legge, al fine di evitare che dopo le dimissioni dell’ospedale la donna debba affrontare da sola i numerosi problemi legati al suo stato di salute insieme al congiunto.

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