Grisolia, taglio di 630 piante di pino d'Aleppo: assolto il sindaco Longo

Difeso dall'avvocato Marcello Durante, la sentenza è divenuta irrevocabile


GRISOLIA – 16 nov. 19 - Il sindaco di Grisolia, Antonio Longo, è stato assolto dall'accusa di aver autorizzato il taglio di 630 piante di pino d'Aleppo nel territorio del comune. Per Longo, assistito dall'avvocato Marcello Durante, inoltre, la sentenza è diventata irrevocabile. Il tribunale di Paola, presidente Alfredo Cosenza, si è occupato della vicenda che nel centro dell'alto Tirreno cosentino ha fatto discutere. Oltre ad Antonio Longo, era imputata Laura Palermo, di San Marco Argentano. Entrambi erano accusati “In concorso tra loro, con più azioni esecutive di un medesimo disegno criminoso, il Longo quale sindaco del Comune di Grisolia, e quindi committente dei lavori; la Palermo, quale assuntore dei lavori, per aver compromesso la normale densità e la continuità del bosco in località Rinazzo, mediante il taglio indiscriminato delle piante ivi radicate, nella fattispecie n. 630 piante di pino d’Aleppo, in assenza dell’autorizzazione dell’autorità preposta alla tutela del vincolo”.

I fatti risalgono al mese di aprile del 2016. L'accusa faceva poi riferimento alla distruzione di “bellezze naturali dei luoghi sottoposti a speciale protezione da parte dell’autorità amministrativa competente”, con danneggiamento dell’area boschiva di 00.50 ettari destinata al rimboschimento di conifere, con il taglio delle piante. Al sindaco veniva inoltre contestato di aver emesso l'ordinanza, in assenza di una reale situazione di urgenza che “veniva falsamente indicata così autorizzando il taglio indiscriminato delle piante, così determinando, in violazione della normativa, una non consentita mutazione della destinazione d’uso dell’area, procurando intenzionalmente a Laura Palermo, quale titolare dell'omonima ditta boschiva, un ingiusto vantaggio patrimoniale costituito dalla possibilità dello sfruttamento economico dell’area boschiva, quantificabile in 10.000 euro circa, con correlativo danno al patrimonio boschivo. Il Tribunale ha quindi dichiarato Laura Palermo colpevole dei reati per i primi tre capi d'imputazione, riconoscendo le circostanze attenuanti generiche in regime di equivalenza con la contestata aggravante, condannandola alla pena di 6 mesi di reclusione, oltre che al pagamento delle spese processuali, pena sospesa, “sotto la condizione della prestazione di attività non retribuita in favore del Comune di Grisolia nel settore della tutela del paesaggio, per la durata di giorni quindici, da eseguire entro il termine di tre mesi dal passaggio in giudicato della sentenza”.

Accogliendo le tesi dell'avvocato Marcello Durante, il giudice, ha invece assolto il sindaco Antonio Longo “per non aver commesso il fatto”, in relazione ai primi tre capi. Per i restanti capi d'imputazione ha assolto entrambi “Perché il fatto non sussiste”.

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