“Ghost work”, misure confermate dal Gip. Licursi resta ai domiciliari

Revocato il provvedimento solo per Cupelli, perché collocato a riposo. Si attende, ora, l'esito dei ricorsi al Riesame


Gennaro Licursi

SCALEA – 18 dic. 19 - Una decisione quasi scontata, non essendo emersi elementi di novità, almeno per alcuni indagati. Il Gip del tribunale di Paola, Maria Grazia Elia, ha rigettato ieri tre delle quattro istanze di revoca delle misure cautelari decise in concomitanza con l'operazione denominata “Ghost work”. Come è noto, nei giorni scorsi, l'attività della Guardia di finanza ha portato alla decisione degli arresti domiciliari per Gennaro Licursi, in qualità di impiegato dell'Azienda sanitaria provinciale. Licursi come è noto riveste anche cariche politiche, sindaco di Scalea e consigliere provinciale, che nulla hanno a che fare direttamente con le indagini della Guardia di finanza. Sempre nell'ambito dell'operazione “Ghost Work” era stata decisa la sospensione di tre impiegati dell’azienda sanitaria che avrebbero attestato “falsamente” le missioni di Licursi. Valentino Cupelli, 67 anni, di Amantea, difeso dagli avvocati Giuseppe Mandarino e Mirella Santoro, del Foro di Paola; Paolo Filice, 59 anni, di Cosenza, assistito dagli avvocati, Enzo Aprile, Gabriele Fiorito ed Emma Eboli; Angela Riccetti, 57 anni, di Scalea, assistita dagli avvocati Roberta Sette e Ugo Vetere. Il Giudice per le indagini preliminari, Maria Grazia Elia, ieri, ha quindi confermato la misura degli arresti domiciliari per il sindaco Gennaro Licursi, difeso dall'avvocato di fiducia Luigi Crusco. Licursi, come è noto è anche destinatario di un provvedimento di sospensione dalla carica politica, notificato dal Prefetto Paola Galeone al consiglio comunale cittadino. Confermata la misura interdittiva della sospensione dall'esercizio del pubblico servizio, per tre mesi, per la dottoressa Angela Riccetti; confermata la stessa misura per Paolo Filice, per il quale è prevista una sospensione di sei mesi. Il Gip ha invece accolto la richiesta di revoca della misura di sospensione per sei mesi, presentata dagli avvocati Giuseppe Mandarino e Mirella Santoro, per Valentino Cupelli che, nel frattempo è stato collocato a riposo.

Secondo il Gip Elia, “per costante orientamento giurisprudenziale, la revoca o la sostituzione di una misura cautelare in corso di applicazione può essere adottata esclusivamente nel caso in cui vengano allegate o dimostrate o, comunque, ricorrano circostanze di fatto nuove rispetto a quelle già valutate in precedenza ed idonee a modificare in senso favorevole all'indagato il quadro cautelare cristallizzato in atti”. In questo caso, sembra non siano intervenuti ulteriori elementi per rivedere il quadro cautelare degli indagati. Nel caso della dottoressa Riccetti che, comunque, aveva reso delle dichiarazioni nel corso dell'interrogatorio, si apprende che non ci sarebbero elementi tali da “scalfire la grave piattaforma indiziaria”. Gli avvocati difensori, da quanto si è appreso, hanno già presentato istanza al tribunale del Riesame che nei prossimi giorni deciderà sulle misure alle quali sono attualmente sottoposti gli indagati dell'operazione “Ghost work”.

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