“GHOST WORK”, le esigenze cautelari ed i "consigli” della politica

Perché la misura degli arresti domiciliari per Licursi. Scalea Europea "consiglia” le dimissioni


SCALEA – 15 dic. 19 - La vicenda legata all'operazione “Ghost work” prosegue sulle due strade: quella giudiziaria, con i passaggi canonici, e quella politica, per le cariche, in particolare quella di sindaco, dell'indagato principale, Gennaro Licursi.

L'attività di indagine, a carico di Licursi, come è noto si è basa sui sistemi tradizionali e tramite i tabulati telefonici sono stati ricostruiti gli spostamenti, attraverso le celle telefoniche di volta in volta agganciate dal telefono cellulare in suo possesso. La Guardia di finanza ha monitorato, inizialmente, Gennaro Licursi, dal mese di maggio 2018 al mese di agosto 2018 oltre che nel periodo gennaio-febbraio 2019. Successivamente, le attività investigative sono state intensificate con l'ausilio di mezzi tecnici, telecamere e gps, avviate in data 22 marzo 2019 e protrattesi sino al

13 luglio 2019. “Le indagini sono state costantemente supportate da un'attenta conservazione delle immagini, nonché con la visione delle strade percorse e dei luoghi frequentati dall'indagato con la propria autovettura sulla base delle risultanze del Gps installato”. Sulla scorta delle indagini effettuate, per il Gip, sussistono quindi le esigenze cautelari in ordine al concreto ed attuale pericolo

per la genuinità delle acquisizioni delle fonti di prova. “Sebbene il Licursi con decorrenza 1 agosto 2019 sia stato collocato, a domanda, in quiescenza – si legge - egli riveste comunque la carica di sindaco del comune di Scalea nonché di consigliere provinciale, con conseguente elevatissimo pericolo di reiterazione di reati della stessa specie di quelli per cui si procede (falso e frode)”. Si legge ancora: “Quanto alla scelta della misura, con riferimento alla posizione del Licursi e in considerazione del fatto che egli, oltre all'incarico di collaborazione gratuita presso l’Asp di Scalea ricopre la carica di sindaco del Comune di Scalea e di consigliere provinciale, le esigenze cautelari di cui si è detto possono essere efficacemente salvaguardate soltanto con l’applicazione di una misura custodiale che, diversamente da quanto richiesto dal Pm, si individua in quella degli arresti domiciliari, con le prescrizioni, necessarie per recidere i rapporti del predetto con soggetti terzi;

detta misura, appare proporzionata all’entità del fatto e alla pena che potrà in concreto irrogarsi in

caso di condanna, tenuto conto delle complessive modalità del fatto, di per sé oggettivamente

allarmanti”.

LA RICHIESTA DI DIMISSIONI

Intanto, dal punto di vista politico, Scalea europea, che non è presente in consiglio comunale, chiede le dimissioni. “Dispiace che ancora una volta – si legge – che Scalea debba essere balzata agli onori delle cronache nazionali per fatti che ne ledono l'immagine. Non è intenzione di questa associazione entrare nel merito della vicenda che riguarda Gennaro Licursi non nella sua veste di sindaco bensì di dipendente pubblico e privato cittadino. Pertanto toccherà a lui esercitare il diritto di difendersi nelle sedi opportune e di fronte alle autorità preposte. Allo stesso tempo è doverosa una considerazione di natura politica. Pur comprendendo il momento delicato, sia per quanto accaduto, sia per le importanti scadenze soprattutto riferite al bilancio comunale, ci aspettavamo un atto di responsabilità da parte di tutti i componenti del consiglio comunale, ovvero le dimissioni, invece, piuttosto che valutare tale ipotesi si convoca un consiglio comunale con ben 12 punti all'ordine. Una scelta che riteniamo inopportuna e irrispettosa della cittadinanza. Ci auguriamo che nelle prossime ore i rappresentanti istituzionali della città, maggioranza e opposizione, intraprendano la strada dell'onestà intellettuale e dell'etica politica che in questi casi dovrebbe imporre di restituire il giusto valore ai principi di rappresentatività democratica. Venuta a mancare la figura del sindaco per le gravi ipotesi di reato a lui contestate – scrive Scalea Europea - le dimissioni del consiglio comunale avrebbero garantito a Licursi di esercitare il suo diritto di difesa in totale serenità e darebbero ai consiglieri in carica la possibilità di lanciare un segnale concreto: ripristinare i principi democratici e riconsegnare nel più breve tempo possibile alla cittadinanza gli strumenti della partecipazione popolare per la scelta di una nuova amministrazione. E’ il caso di evitare giochi di potere che mai come in questo momento non porterebbero benefici alla collettività”.

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