Fusione, Praia a Mare Tortora, De Lorenzo: «sì, ma con un referendum»

Il consigliere d'opposizione attacca l'amministrazione Praticò


Antonino De Lorenzo

PRAIA A MARE – 13 dic. 19 - In consiglio comunale, a Tortora, come abbiamo riferito, è stata lanciata l’idea della fusione fra i comuni di Praia a Mare e Tortora. Sulla questione interviene l'ex assessore Antonino De Lorenzo, oggi consigliere d'opposizione. L'idea, ricorda subito De Lorenzo, era stata lanciata negli anni scorsi da Raffaele De Lorenzo, Aldo Nicodemo, Pietro De Paola e probabilmente da tanti altri. «Concettualmente – commenta il consigliere De Lorenzo - la trovo una cosa positiva anche se, il fatto di non aver citato e tirato in ballo il comune di Aieta, la rende monca di una parte di storia importante che ha consentito la nascita vera e propria di Praia a Mare. Ritengo pertanto necessario coinvolgere immediatamente l’Amministrazione Comune di Aieta in questo processo. Con la realizzazione di questa idea non si fa altro che tornare indietro di circa 91 anni, infatti nel 1928 con il regio decreto del 29 marzo e il decreto prefettizio del 16 aprile dello stesso anno, fu istituito il comune di Praia a Mare e soppressi quelli di Tortora e Aieta. In sostanza vi fu la nascita del comune unico che durò pochi anni in quanto il 18 luglio del 1937 i tre comuni tornarono nuovamente indipendenti». Secondo Antonino De Lorenzo, però, è necessario prendere una decisione attraverso l'istituto del referendum, come è avvenuto recentemente, per esempio, per Corigliano Rossano. «Vedremo nei prossimi giorni – commenta - se la cosa si concretizzerà con gli opportuni passi burocratici oppure se è stata un’operazione mediatica montata ad arte per distogliere l’attenzione sui tanti danni che ultimamente sta producendo il sindaco di Praia a Mare: vedi l’ordinanza revocata sui contatori elettronici e la gaffe fatta con i venditori ambulanti del mercato del giovedì che sono ritornati al loro posto dopo che hanno perso una giornata utile di lavoro la scorsa settimana. A tutto questo si unisce la spesa folle di oltre 70.000 euro per le festività natalizie per un programma che non è assolutamente pubblicizzato e le sconfitte che stiamo ricevendo sul versante ospedale che perde colpi e pezzi ogni giorno». De Lorenzo evidenzia il fatto che si parli di unione di comuni, di luminarie, di grandi opere: «ma dei grandi debiti che sta producendo l’enorme contenzioso relativo agli espropri in zona Santo Stefano per la cosiddetta “Cittadella dello Sport” non ne parla nessuno. Sono già stati impegnati centinaia di migliaia di euro per cause che il comune ha perso ma ancora ce ne saranno delle altre e altre ancora che produrranno un numero ancora non precisato di debiti per il Comune. Questi danni, enormi, insieme alla problematica del demanio, ce li porteremo a Tortora o li risolveremo prima? Va benissimo pensare all’unione dei tre comuni, ripeto senza Aieta non sarebbe una vera unione, ma è necessario pensare, nell’immediato, ai grandi problemi finanziari che potrebbero scaturire dalle questioni anzidette alle quali si unisce quella sull’Isola Dino che potrebbe produrre un altro debito milionario per l’ente se il giudice dovesse riconoscere la nullità dell’atto di acquisto e la validità delle istanze della controparte del comune. Siamo di fronte a questioni delicate delle quali non so se tutti i consiglieri di maggioranza siano pienamente edotti e che caratterizzeranno, in modo molto negativo, gli anni della gestione futura dell’Ente. L’invito, pertanto – prosegue De Lorenzo - è quello di rimanere con i piedi per terra e di lavorare realmente per il bene di un paese le cui imprese stanno soffrendo come non mai, in cui l’edilizia annaspa, gli stabilimenti balneari non hanno ancora visto prorogata la concessione demaniale come da legge 145/2018, i pubblici esercizi non sanno se possono fare musica e somministrare alcoolici come per legge e il turismo e’ stato ridotto, grazie alla poca lungimiranza del primo cittadino, a soli venti giorni di lavoro. Praia a Mare negli anni 2016 e 2017 aveva raggiunto l’apice del suo splendore, le azioni che avevo immaginato e posto in essere stavano dando grandi frutti, la stagione iniziava ad allungarsi, gli eventi fuori stagione registravano ogni volta il tutto esaurito con un conseguente aumento dei consumi nelle imprese locali, tutto andava per il verso giusto fino all’arrivo della mannaia: l’ordinanza contro l’alcool e la musica, le chiusure degli stabilimenti balneari e di uno dei locali sulla spiaggia piu’ rinomati del sud Italia. Quell’ordinanza ha sancito la morte del progetto turistico che avevo pensato per questo luogo e, parallelamente, la morte dell’economia di Praia. Riprendere oggi quel percorso risulta davvero difficile se non si mette al centro il mondo dell’imprenditoria locale, se non si valorizzano le attività del luogo se non si capisce che il comune deve essere una leva per il benessere di tutti i cittadini e non un mannaia che le falcia in ogni modo. Riprendere qual percorso vuole dire riprenderci Praia».

149 visualizzazioni
  • Pagina Facebook miocomune
  • miocomune
  • Youtube miocomune
  • Instagram miocomune
  • LinkedIn
Iscriviti alle Newsletter
Segnalazioni e info
contatto mail: miocomune@gmail.com

Copyright © Miocomune. Tutti i diritti riservati. - quotidiano on line (Reg. inf. 01/2012, Trib. Paola)