Fondali isola di Dino ripuliti da sette tonnellate di rifiuti

Alla Cittadella l'incontro per fare il punto sull'iniziativa curata da Italia nostra


PRAIA A MARE – 5 dic 19 - Recuperati e portati a raccolta differenziata 6.720 chilogrammi di rifiuti. Fra questi, 3.020 kg di pneumatici; 2.960 di rifiuti plastici e 740 di rifiuti indifferenziati. Sono questi i numeri dell'attività relativa al progetto di rimozione rifiuti nei fondali marini dell'Isola di Dino. Iniziativa, finanziata dalla Regione Calabria e realizzata in sinergia con Italia Nostra, all'interno di un'articolata strategia regionale per la tutela della biodiversità. Ieri, alla Cittadella regionale, si è svolto un incontro per rendere noti i risultati del progetto. «In uno dei litorali più suggestivi per la bellezza del paesaggio e la ricchezza della biodiversità - ha dichiarato l'assessore Antonella Rizzo - si è concretizzata una delle numerose azioni per la conservazione e la tutela degli habitat e delle specie della Rete Natura 2000. Il contrasto alla minaccia rappresentata dalla plastica e dalle microplastiche per le nostre coste e il nostro mare è una sfida quanto mai attuale e perciò l'intervento di pulizia dei fondali dell'Isola di Dino, condotta con le competenze e l'esperienze maturate da Italia Nostra, è un primo tassello di un insieme di azioni coordinate che si inseriscono in un più ampio quadro di interventi per la tutela dei mari dall'inquinamento e per la conservazione del territorio calabrese». L'attività del dipartimento Ambiente è nata sotto l'impulso del presidente Oliverio e dell'assessore Rizzo. Un programma organico di interventi che ha intercettato importanti risorse economiche della programmazione: 30 milioni di euro. All'incontro di ieri erano presenti l'assessore all'Ambiente, Antonella Rizzo, il dirigente del settore Parchi ed aree naturali protette, Giovanni Aramini, il consulente scientifico di Italia Nostra Adriano Paolella, il consigliere nazionale di Italia Nostra Cesare Crova e il presidente di Italia Nostra della provincia di Catanzaro Elena Bova. Di svolta ambientalista ha parlato il presidente di Italia nostra di Catanzaro Elena Bova: «Anche se forse poco percepita - ha detto - l'azione messa in atto da questa giunta regionale ha segnato un cambio di passo nelle politiche sull'ambiente. Una presa di coscienza necessaria e soprattutto una metodologia nuova ed efficace grazie alla sinergia instaurata tra ente ed associazioni».

Per Cesare Crova, consigliere nazionale di Italia Nostra si tratta di un «esempio altamente positivo nelle politiche legate alla salvaguardia dell'ambiente e nel metodo adottato in sinergia delle associazioni». L'assessore regionale Rizzo ha anche affermato che: «La Calabria, attraverso l'azione messa in moto dal governo Oliverio, abbia davvero cambiato passo verso la nascita di una vera cultura della tutela dell'ambiente. Abbiamo impiegato risorse in quest'ambito pari a 30 milioni di euro e nella prossima programmazione 21-27 saranno addirittura triplicate con 92 milioni. In questo senso anche l'Ue ha recepito le nostre istanze accogliendo il nostro programma di finanziamento. Siamo convinti che la Calabria disponga di un patrimonio che deve essere tutelato e allevato come un figlio, in grado un giorno di restituire grandi soddisfazioni. Basti pensare che 9 milioni di turisti hanno visitato nell'ultimo anno la nostra regione. E molti tra questi hanno praticato il cosiddetto turismo lento, hanno conosciuto e apprezzato i nostri parchi, le nostre aree protette, dipartimento Ambiente proseguirà quest'azione con sempre più vigore grazie alla tenacia del dirigente generale Reillo e del settore Aramini». Proprio Aramini ha sottolineato come: «la Calabria sia, insieme ad altre due regioni d'Italia, diventata un modello nella strategia sulla tutela e la conservazione della biodiversità ambientale». Nello specifico, per la tutela della biodiversità terrestre e marina sono stati selezionati, a seguito di avviso pubblico, 52 progetti che riguardano siti di interesse comunitario presenti in Calabria. Si tratta di iniziative di sostegno a centri di recupero di animali feriti, ripopolamento di specie a rischio estinzione, creazione o ripristino di aree umide o rimozione straordinaria di di siti inquinati.

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