Fiamme all'ex stabilimento della Marlane a Praia A Mare

Aggiornato il: gen 23

L'incendio è di origine dolosa. Indagano i carabinieri. Interviene anche la Cgil


PRAIA A MARE – 23 gen. 20 - Dopo l'incendio che ha interessato la struttura della ex fabbrica Marlane intervengono Giuseppe Guido e Mimma Iannello, rispettivamente, segretario generale Cgil Pollino Sibaritide Tirreno e responsabile Cgil Tirreno. “Mentre prende il via il nuovo processo Marlane in cui la Cgil sarà parte attiva a fianco delle famiglie dei tanti lavoratori e lavoratrici rimaste vittime della fabbrica per l’omissione di vigilanza sulla sicurezza del lavoro, per l’ex stabilimento di Praia a Mare sembra non esserci pace. L’ennesimo incendio divampato nelle scorse ore, testimonia dell’abbandono a cui è esposta l’ex fabbrica la cui area è da anni sottoposta a sigilli della Procura.

Oggi, l’ex Marlane è prova monumentale del fallimento delle politiche industriali nel Mezzogiorno e testimonianza dolorosa del lavoro tradito e ferito da pratiche produttive intrise di veleni mortali.

Per la Cgil, l’ex Marlane resta ancora un’ex area industriale su cui manca il racconto di verità giudiziaria e la certezza di un progetto di bonifica ambientale per restituirla all’uso produttivo, occupazionale e collettivo. Ma intanto, non può divenire area di degrado o di pratiche vandaliche.

Difatti, l’ex Marlane è oggi un luogo, chissà se sottoposto a vigilanza o video sorveglianza, a cui, nella sostanza, chiunque può averne accesso e con svariate intenzioni: dall’alterazione di prove, al vandalismo, allo spaccio, a riparo imprudente per qualche senza tetto. La Cgil territoriale, impegnata a seguire l’evoluzione del processo Marlane-bis, chiede che le autorità preposte facciano piena luce sulle cause dell’incendio ultimo e, ognuna per le proprie competenze, assicuri la vigilanza e la sicurezza del luogo, anche a garanzia del buon vivere civile del territorio”.

L'INCENDIO ALLA EX MARLANE

Praia A Mare 21 gen. 20 - E’ di origine dolosa l’incendio di lieve entità che si è sviluppato ieri nella fabbrica ex Marlane di Praia a Mare. I carabinieri della compagnia di Scalea, coordinati dal capitano Andrea Massari, propendono per questa ipotesi. Probabilmente, sul posto, sono stati raccolti elementi che fanno pensare all’origine dolosa. Le fiamme hanno interessato gli arredi di un piccolo ufficio. Come è noto, la fabbrica è ormai dismessa dal 2004, e all’interno dei capannoni non c’è più nulla da diverso tempo. C’è soltanto lo scheletro dello stabilimento che negli anni passati doveva rappresentare il sogno industriale dell’alto Tirreno e che invece si è andato via via smaterializzandosi con il passar del tempo. Fino a preferire la mano d’opera di altri stati, con minor costo per l’azienda Marzotto e, afferma chi conosce bene i processi produttivi, forse con una perdita di qualità del prodotto.

Gli investigatori, adesso, si porranno certamente la domanda sul perché qualcuno abbia deciso di dar fuoco alla struttura vuota. Se si sia trattato di un piromane; di un’azione portata a termine da qualcuno che non ha nulla a che fare con la fabbrica; o, anche, se ci sia un disegno preciso sull’incendio. E se fosse vera quest’ultima ipotesi, bisognerebbe chiedersi quali potrebbero essere gli effetti di un incendio in un luogo ormai dismesso dove, dalla procura, sono stati effettuati prelievi di varia natura, dove sono stati fatti accertamenti tecnici non ripetibili. Le fiamme si sono sviluppate all’interno di uno dei fabbricati. C’è da aggiungere che per quell’area, quando saranno chiuse le vicende giudiziarie ancora in corso, ci sono da tempo nel cassetto diversi progetti. L’ultimo, dopo il noto accordo fra l’amministrazione comunale e la Marzotto, riguarderebbe proprio gli stessi capannoni da sfruttare per realizzare, in parte, luoghi destinati ai cittadini.

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