Eseguito un sequestro da 135milioni di euro ad una società del bio diesel

Lamezia Terme, attività della Guardia di finanza, nei confronti di una società con sede a Latina

LAMEZIA TERME – 9 mar. 20 – I militari del gruppo della guardia di finanza di Lamezia Terme, del comando carabinieri tutela ambiente, Noe di Catanzaro e della capitaneria di porto, guardia costiera di Vibo Valentia, hanno eseguito un decreto di sequestro preventivo relativo a beni immobili e quote societarie del complessivo valore di oltre 135 milioni di euro nei confronti di una società operante nel campo del bio-diesel, con sede legale in Latina e sede operativa in Lamezia Terme.

L’indagine, coordinata dal procuratore della Repubblica Salvatore Curcio e dal sostituto procuratore Marica Brucci, riguarda il deposito incontrollato di rifiuti di varia natura allocati all’interno dell’area “ex sir” di Lamezia Terme e l’illecito sversamento, su suolo e acqua, di reflui industriali. Tale condotta, avvenuta a Lamezia Terme, è stata attuata negli anni dalla società indagata.

L’attività investigativa, corroborata anche da accertamenti di natura tecnica, ha consentito di rilevare come l’area in questione risulti interessata da evidente stato di abbandono, con immissioni di rifiuti solidi e liquidi nell’ecosistema.

Le risultanze investigative acquisite nel corso delle indagini, svolte in maniera sinergica dalle tre forze di polizia, hanno consentito di riscontrare un quadro di rilevante gravità delle condotte e di rilevare un elevato pericolo di compromissione della salubrità ambientale.

Dette circostanze hanno richiesto un immediato intervento sotto il profilo cautelare, con l’emissione, da parte del giudice per le indagini preliminari presso il tribunale di Lamezia Terme, Emma Sonni, su conforme richiesta della procura, del decreto di sequestro preventivo della piattaforma depurativa della società, di circa 4.000 mq, nonché di un’area adibita a discarica abusiva, sempre presente all’interno dell’insediamento produttivo lametino, della superficie complessiva di circa 21.000 mq, contenente rifiuti speciali, solidi e liquidi di natura altamente inquinante, beni immobili del complessivo valore stimato in euro 15.250.000.

Nel corso dell’attività di indagine, inoltre, si è proceduto lo scorso 14 febbraio all’arresto in flagranza del direttore tecnico dell’impianto di Lamezia Terme per l’accertata violazione dei sigilli delle aree poste sotto sequestro.

Di estrema rilevanza significativa appare la circostanza che la società, sebbene in amministrazione giudiziaria, fosse, di fatto, gestita sempre dagli stessi soci, destinatari del pregresso provvedimento ablatorio da parte di altra autorità giudiziaria.

Tale profilo viene ritenuto dagli inquirenti di particolare rilevanza investigativa e costituisce oggetto di serrati approfondimenti di indagine, volti ad individuare, a qualunque livello, le cause e gli eventuali responsabili di una situazione assolutamente paradossale ed inaccettabile.

Gli accertamenti hanno consentito, inoltre, di ricostruire come la società, attraverso l’allestimento di attività collaudate, poste in essere in modo abituale e continuativo, abbia nel tempo cagionato un potenziale e significativo deterioramento del suolo e dell’ecosistema, con alto rischio di contaminazione delle matrici ambientali, che allo stato potrebbero essere già intaccate.

Le investigazioni proseguono senza sosta, avvalendosi anche di personale tecnico-scientifico.

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