Elezioni: Biondi lascia "Pensiamo a Scalea”. Critico per le modalità di scelta del candidato Orrico

SCALEA – 11 giu. 20 - La politica locale si rimette in moto per le prossime elezioni e cominciano le inevitabili rotture. E' il caso dell'associazione “Pensiamo a Scalea”. Il vice presidente, Nicola Biondi, ha lasciato la carica sul tavolino ed ha spiegato: «Durante la riunione, è stato falsamente affermato, che fossi stato interpellato. In considerazione del fatto che ero membro del direttivo, ringrazio per avermi dato questa opportunità, ma purtroppo essendo in aperto dissenso con le metodologie utilizzate mi dimetto dalla carica di vice presidente».

Biondi si congratula con Eugenio Orrico per la nomina a candidato a sindaco dell’associazione “Pensiamo a Scalea”. Però sostiene che: «Una questione così importante non poteva essere istruita e liquidata in un modo così superficiale. Era necessaria una maggiore valutazione da parte di tutti noi, anche in virtù del fatto che dell’investitura ne è stato dato risalto sulla stampa e sui social». La visione della politica è diversa spiega Biondi: unione e condivisione, confronto e crescita. «Ho sempre sostenuto e sempre sosterrò che per risollevare Scalea ci vuole coesione non a parole ma, coesione vera. Univocità di obiettivi e soprattutto realizzabilità di ciò che si propone. La mia visione è un nuovo modo di fare politica. Un modo che può portare lontano. Io non ho mai anteposto il mio nome quale candidato a “sindaco” ma ho sempre sostenuto che la candidatura a sindaco dovesse essere la sintesi di un progetto, di una visione e non solo l’indicazione di pochi. Il protagonismo non fa parte del mio essere, è degli altri». Si riapre il dibattito che, per chi conosce la politica di Scalea, è spesso infarcito di elementi che bisogna saper leggere. Biondi attacca e sostiene che «L’ambizione non deve essere vincere, ma vincere convincendo. Non ci serve, quale cittadini, un’altra vittoria di Pirro. Penso che sia palpabile e reale lo scollamento che vi è fra politica e cittadino. Io mi sono posto il perché ciò è avvenuto. Andare ad amministrare non deve essere un “fregio” ma deve essere una “missione”. La nuova amministrazione deve ispirarsi alla “buona amministrazione” che opera con un’ampia visione politica ed amministrativa. Il consenso dei cittadini è fondamentale. La partecipazione dei cittadini alla vita amministrativa è necessaria. Dobbiamo essere gli attori del “cambiamento”, ma per attuare il cambiamento bisogna avere lo spirito di cambiare e recuperare i cittadini. Bisogna recuperare il distacco che oggi, nostro malgrado, a Scalea, vige tra la politica e la società civile. Scalea va tutelata. Scalea va promossa. Scalea deve tornare ad essere Scalea». In effetti c'è lo scollamento fra la politica e una parte di cittadini che si è allontanata, viste le ultime vicissitudini dall'attivismo, quello che si traduce in azioni senza un ritorno, ma per il solo bene della comunità. Biondi anticipa una sua idea sulle linee programmatiche su cui aprire un confronto e su cui sviluppare un programma con realizzabilità nel breve e medio termine. «I punti su cui lavorare sono: sicurezza, ambiente e territorio, rilancio economico, sociale. Vorrei, ora come mai, che chi vincesse diventasse il punto di riferimento di tutta la popolazione e non solo dei sostenitori. Chi amministrerà dovrà essere amministratore di tutti».

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