Diamante, tre fermi e due persone ferite nella sparatoria di venerdì sera

I carabinieri hanno sottoposto a fermo su disposizione della Procura di Paola tre fratelli. I nomi erano stati individuati già nella stessa serata di venerdì




DIAMANTE – 6 feb. 22 – Sparatoria a Diamante, con il passare delle ore vengono ricostruite le fasi della sparatoria avvenuta sul lungomare di Diamante, nella serata di venerdì, intorno alle 20.00. Sono tre le persone sottoposte a fermo e indiziate a vario titolo del grave reato di tentato omicidio per futili motivi. M.D.R. E A.D.R., rispettivamente di 42 anni, e 35 anni, sono stati fermati dai carabinieri della compagnia di Scalea, coordinati dal capitano Andrea D'Angelo, nella stessa serata di venerdì. Un altro fratello, M.D.R., 28 anni, l'indagato che si presume possa aver premuto il grilletto della pistola, era il terzo nome già noto ai carabinieri che è stato ricercato e che è stato fermato nella giornata di ieri; quando ormai il cerchio si era stretto attorno a lui, si è costituito. Le persone rimaste ferite, nell'agguato di venerdì sera, in pieno centro a Diamante, sono invece due: Stefano Perugino, 62 anni, titolare del bar pasticceria sul lungomare che, da quanto si è appreso, dopo l'animata discussione avvenuta nella serata di venerdì, all'interno della pasticceria, sarebbe stato colpito alla spalla e al torace ed è ricoverato in gravi condizioni all'ospedale dell'Annunziata di Cosenza, ma non versa in pericolo di vita; il figlio, Gianluca, invece sarebbe stato raggiunto da un proiettile al mento ed è stato ricoverato in altro ospedale.


Nella serata di venerdì, sul lungomare sono giunte due ambulanze del 118 che hanno prestato i primi soccorsi ai feriti. Sono state rapide le indagini, coordinate dal procuratore della Repubblica, Pierpaolo Bruni, e dal sostituto Rossana Esposito, che hanno portato all'emissione di tre fermi che, ovviamente, attendono di essere convalidati. L'accusa è gravissima ed è il tentato omicidio di due persone, titolari del bar pasticceria sul lungomare di Diamante, Stefano e Gianluca Perugino. I carabinieri della compagnia di Scalea, coordinati dal capitano Andrea D'Angelo, e i colleghi della locale Stazione, con il maresciallo maggiore Danilo Guidi, hanno subito avviato una serrata attività di indagine, con perquisizioni nelle abitazioni degli indagati. Il movente della sparatoria, al momento, sarebbe attribuito ad una pedana posta all'esterno del bar pasticceria, diventata oggetto di discussione. Ma le indagini proseguono in tutte le direzioni. I tre fratelli sarebbero piombati all'interno della pasticceria del centro tirrenico ed avrebbero subito acceso il diverbio, alla presenza del personale.


L'individuazione dei tre, quindi, è stata praticamente immediata da parte dei carabinieri che già nella serata di venerdì e nella notte di sabato hanno messo a ferro e fuoco la cittadina di Diamante. Il sindaco di Diamante, senatore Ernesto Magorno, in una nota ha commentato: “La comunità di Diamante ha reagito prontamente alla drammatica sparatoria delle scorse ore. Si è realizzata una straordinaria unità tra istituzioni politiche, religiose, militari e società civile, una vera e propria saldatura in nome della legalità e della difesa dei valori più alti che animano la nostra gente. E in nome di questo comune sentire, fatto di rispetto e difesa dell'altro, che è nostro dovere andare avanti con rinnovata energia e consapevolezza. Continueremo questo impegno; l'amministrazione comunale, infatti, si costituirà parte civile nel processo che, sicuramente, farà giustizia su quanto accaduto ieri sera per testimoniare una scelta di campo contro ogni forma di violenza e di prevaricazione. Il seme dell'ingiustizia non avrà mai radici a Diamante”.




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