Diamante, questa sera il ricordo di Francesco Augieri: ucciso lo scorso anno

Alla veglia partecipa anche il vescovo Bonanno


Francesco Augieri

DIAMANTE – 22 ago. - Una tragedia sulla quale ancora deve essere fatta piena luce. Restano, infatti tanti lati oscuri, su quanto accaduto nella notte del 22 agosto dello scorso anno a Diamante, nella piazzetta dedicata a San Pio. Vittima del grave fatto di sangue, a soli 23 anni, come è noto, il cosentino Francesco Augieri, colpito da una coltellata mortale che non gli ha dato scampo.

Ad un anno dall'evento luttuoso, comunica l'amministrazione comunale: “Tutta Diamante, comunità civile ed ecclesiale, insieme ai villeggianti, vuole accendere la luce della passione per la vita, moltiplicare l’impegno per la legalità ed il rispetto”. Una cerimonia in memoria di Francesco Augieri, presieduta dal vescovo della Diocesi di San Marco Argentano – Scalea, Monsignor Leonardo Bonanno, sarà celebrata questa sera, alle ore 23.00, nella Piazzetta San Biagio.

Parteciperà il Rettore dell’Università La Sapienza di Roma, il Prof. Eugenio Gaudio. L’Amministrazione Comunale di Diamante e le Parrocchie, Immacolata Concezione, San Biagio e Santa Maria dei Fiori invitano tutti a partecipare a questo silenzio di preghiera e di riflessione nel cuore della notte.

Inevitabile tornare con la mente a quelle convulse ore. Una confusione generata dalla presenza di tanti giovani in piena notte nelle strade della cittadina turistica. Una serie di eventi che hanno portato a spegnere troppo presto la vita di un giovane pieno di progetti e speranze per il futuro. Un fatto di cronaca che vede, al momento ancora un presunto responsabile, Francesco Schiattarelli che, come si ricorderà, braccato dai carabinieri, nel pomeriggio del 26 agosto, non potendo ulteriormente reggere la pressione esercitata dalle forze dell'ordine che erano sulle sue tracce, decise di costituirsi presso il carcere di Napoli Secondigliano. Al momento, Schiattarelli, è l'unico imputato, ritenuto responsabile di aver inferto la coltellata mortale al povero Augieri. Ma, come è noto, sulla vicenda, sono ancora tanti i punti oscuri da chiarire. E, oltre alla presenza di tanti testimoni, molti dei quali all'epoca minorenni, si è sempre indicato un probabile testimone che non è mai stato identificato.

Quella tragica notte dello scorso 22 agosto, intorno alle 3.30 un giovane di origine partenopea, minorenne, aggrediva, senza plausibile motivo, prima verbalmente, poi fisicamente Raffaele Criscuolo. Il diverbio era nato da uno scontro non voluto fra i due. Una spallata. Con un'arma da taglio, il minore ferì ai glutei Criscuolo. La seconda fase. Alcuni minuti dopo le 3.30, il ferito raggiunse Francesco Augieri, seduto al bar di viale Glauco. Insieme decidettero di tornare nella discesa Corvino, sul luogo dell'aggressione. Criscuolo esclamò: “M’aggia fa vatt a nu muccus”, mi devo far picchiare da un moccioso. Pur sanguinante, il ferito avrebbe voluto risolvere la questione, e Augieri, invece, avrebbe voluto difendere il suo amico. La terza fase. E' quella più confusa. Criscuolo e Augieri vengono colpiti. In particolare il giovane cosentino subisce almeno tre coltellate significative: al torace e al collo. Quando Augieri cade sulla strada nei pressi del vecchio ponte sul torrente Corvino i protagonisti cominciano a dileguarsi. Alcuni partono nelle ore successive lasciando il luogo di vacanza.

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