Diamante, il ricordo di Francesco Augieri, ucciso nella notte del 22 agosto 2018

Presenti, fra gli altri, il Vescovo Bonanno e il sindaco Magorno. #diamante


Diamante, il ricordo di Francesco Augieri

DIAMANTE – La notte del 22 agosto 2018, poco dopo le 3.30. E' quello il momento della tragedia che resterà nella storia della cittadina turistica del Tirreno cosentino. L'omicidio di Francesco Augieri, 23 anni, cosentino in vacanza a Diamante, è un evento luttuoso che ha segnato per sempre la “perla del Tirreno”. Un fatto che ha interrotto di netto quel filo, forse anche un po’ gioioso, che si era creato fra la città e la movida notturna. Il brulicare di giovani lungo le strade ad ogni ora del giorno e della notte rendeva allegro il centro balneare. Ora, qualcosa è cambiato.


Francesco Augieri

Vittima del grave fatto di sangue, il cosentino Francesco Augieri, colpito da almeno tre coltellate, una mortale, nella piazzetta dedicata a San Pio.

Giovedì sera, alle 23.00, l'amministrazione comunale del sindaco, senatore Ernesto Magorno, ha voluto ricordare con una fiaccolata la vittima di “assurde” questioni “di poco conto” generate dalla giovane età dei protagonisti.




L'INTERVENTO DEL VESCOVO BONANNO

“Tutta Diamante, comunità civile ed ecclesiale, insieme ai villeggianti, vuole accendere la luce della passione per la vita, moltiplicare l’impegno per la legalità ed il rispetto”. Così è stata annunciata la cerimonia in memoria di Francesco Augieri, presieduta dal vescovo della Diocesi di San Marco Argentano – Scalea, Monsignor Leonardo Bonanno. Il massimo rappresentante della Chiesa nel territorio ha accolto l’invito del sindaco di Diamante per la cerimonia commemorativa del giovane Francesco Augieri “tragicamente caduto per mano violenta”.


Diamante, il Vescovo Bonanno

Il vescovo è amico della famiglia, che incontra e sostiene specialmente nei momenti di preghiera a Rende. Monsignor Bonanno ancora una volta rivolto ai giovani ha chiesto “come sia possibile che in una civiltà cristiana si possano verificare tali gravi fatti che sono agli antipodi dell’umanità e della cristianità. Perché – ha detto il vescovo - anche la natura si ribella a queste situazioni”. Ha chiesto ai giovani presenti di riflettere sul senso profondo della vita a partire dalla parola di Dio. «Ci affidiamo al Signore – ha detto giovedì sera il Vescovo – perché la nostra preghiera, che nasce dal cuore buono, sia accolta in suffragio di Francesco Augieri. Non credo, però, ne abbia bisogno, perché lui come altri, è martire dei nostri giorni, della strada, di chi non vive con equilibrio la propria vita. Ci abbandoniamo nelle mani del Signore, affinché ci ispiri progetti che siano inno alla vita, dono immeritato, che una volta ricevuto va protetto, custodito e amato».

IL SINDACO ERNESTO MAGORNO CHIEDE SCUSA

Il sindaco, senatore Ernesto Magorno, poco prima della mezzanotte è intervenuto sulla tragedia avvenuta a Diamante. Ha ripreso i temi della “movida”.


Una immagine della cerimonia

«Dal racconto di chi lo conosceva bene era vita, amicizia, altruismo, generosità, solidarietà. In quella tragica alba – ha ricordato il sindaco Magorno – il suo sorriso, il suo futuro, la sua allegria sono stati recisi». Il sindaco ha ringraziato il vescovo Bonanno, i parroci, le autorità civili e militari, il Rettore dell’Università La Sapienza di Roma, il Prof. Eugenio Gaudio. «Non saremmo dovuti essere qui, per ricordare una giovane vita spezzata, una morte di cui tutti dobbiamo sentirci in un certo senso responsabili». Il sindaco Magorno ha chiesto perdono ai familiari e ai cittadini: «Perché le istituzioni hanno fallito nel ruolo di garanti della sicurezza dei cittadini. Diamante ha nel suo patrimonio una storia di ospitalità. La tutela dell'ordine pubblico e la sicurezza rappresentano un punto importante. Questa amministrazione rivolge u attenzione alla sicurezza, anche con provvedimenti impopolari».

Quanto accaduto un anno fa non è il divertimento che la città turistica va cercando. Lo ha ribadito il sindaco Magorno nel suo intervento di giovedì sera. «La socializzazione, il divertimento dei giovani – ha detto Magorno - non possono essere confinati in un bicchiere di birra o in un mohito. Questa non è movida. La musica oltre i decibel, oltre gli orari consentiti, bere fino all'alba, l'uso di droghe, non hanno nulla a che vedere con la movida. I giovani hanno da spendere gli anni più belli e dobbiamo essere noi adulti ad impegnarci perché la movida non diventi motivo, anche serio, per rovinarli. E' nostro dovere, a maggior ragione se impegnati in ruoli pubblici, intervenire perché i ragazzi possano continuare a divertirsi, come è giusto che sia, nell'ambito del lecito e dell'intelligenza. I giovani vanno ascoltati e capiti, hanno bisogno di essere indirizzati ai valori della vita».


Diamante, il ricordo di Francesco Augieri

LE INDAGINI.

Intanto sul fronte delle indagini le ultime cronache aggiungono un indagato a quello che, al momento, viene ritenuto l'unico responsabile dell'omicidio, il napoletano Francesco Schiattarelli. Ad essere iscritto nel registro degli indagati anche l'amico della vittima, Raffaele Criscuolo, campano. Il reato contestato dalla Procura di Paola è “Concorso anomalo in omicidio”. Secondo l'ipotesi, Criscuolo avrebbe indotto l'amico cosentino ad esporsi al pericolo della morte, che è poi avvenuta nella notte del 22 agosto dello scorso anno. La ricostruzione dei fatti, su quanto è accaduto quella sera nella zona della piazzetta di San Pio, è per alcuni tratti molto dettagliata. Mancano, però, dei tasselli importanti. Come la testimonianza di una persona, indicata con il nome di Enzo, che non sarebbe stata ancora identificata. Potrebbe essere un importante testimone oculare.

Raffaele Criscuolo, è il giovane che venne ferito al gluteo. Colui il quale, dopo lo spintone avrebbe pronunciato la frase: “tagliati i capelli … ricchione”. Il fattore scatenante della lite mortale. Nella notte, il litigio “a puntate” prosegue fino a quando il giovane cosentino, francesco Augieri, subisce almeno tre coltellate significative: al torace e al collo.

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