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Diamante, droga a ferragosto: il Riesame annulla il sequestro preventivo

Immagine del redattore: Matteo Cava
Matteo Cava
2 minuti fa
Tempo di lettura: 2 min

Accolta la richiesta dell’avvocato Francesco Liserre nel procedimento a carico di un 28enne. La decisione riguarda la misura patrimoniale: per presumere l’origine illecita dei beni occorre accertarne la sproporzione rispetto ai redditi o all’attività economica

9 ottobre 2026 - 15:51


Diamante, caso droga: il Riesame accoglie la richiesta sul sequestro

DIAMANTE — Il Tribunale del riesame di Cosenza ha annullato il sequestro preventivo finalizzato alla confisca disposto nel procedimento a carico di un 28enne di Diamante, accusato di detenzione di stupefacenti ai fini di spaccio. La Sezione misure cautelari reali ha accolto la richiesta dell’avvocato Francesco Liserre, richiamando i presupposti necessari per applicare la misura patrimoniale.



I requisiti per il sequestro finalizzato alla confisca

La confisca in casi particolari, si sostiene, non consegue automaticamente alla condanna per uno dei reati che ne consentono l’applicazione. Né può fondarsi «sulla mera disponibilità del bene o su una generica supposizione circa la sua possibile origine illecita».

Per presumere l’origine criminosa dei beni, occorre prima accertare una sproporzione rispetto al reddito dichiarato o all’attività economica svolta dalla persona interessata. È questo il punto centrale richiamato nel resoconto dell’accoglimento della richiesta difensiva.



I controlli di agosto e i 510 euro sequestrati

La vicenda risale ai controlli effettuati ad agosto dai carabinieri della Stazione di Diamante, nell’ambito dei servizi predisposti dalla Compagnia di Scalea per la settimana di Ferragosto sulla costa tirrenica cosentina.

Le perquisizioni personali e domiciliari avevano portato al sequestro di stupefacenti, due bilancini elettronici, materiale ritenuto idoneo al confezionamento delle dosi e 510 euro in contanti. Gli investigatori avevano indicato il denaro come possibile provento dello spaccio.

I due resoconti disponibili riportano dati differenti sulla sostanza: quello dell’intervento, diffuso il 14 agosto, indicava 370 grammi di marijuana; la successiva nota sul Riesame riferisce invece una contestazione relativa a circa mezzo chilo di hashish e marijuana.




La convalida dell’arresto e il procedimento in corso

Dopo l’arresto, il giovane era stato posto ai domiciliari. All’udienza di convalida davanti al giudice Aloia si era avvalso della facoltà di non rispondere.

La difesa aveva prodotto documentazione per sostenere l’uso personale della sostanza e la provenienza lecita del denaro, indicato come frutto dell’attività lavorativa del 28enne.

Il giudice aveva convalidato l’arresto e riqualificato la contestazione nel fatto di lieve entità, disponendo l’immediata liberazione con l’obbligo di presentarsi alla polizia giudiziaria locale tre giorni alla settimana.

La decisione del Riesame interviene sul sequestro preventivo finalizzato alla confisca. Il procedimento penale prosegue e il 28enne resta presunto innocente fino a un’eventuale condanna definitiva.

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