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Delitto di Lucca, Zangari avrebbe ucciso Chiara nel box del cantiere

Emergono altri particolari sul delitto che avrebbe compiuto l'uomo arrestato a San Nicola Arcella #sannicolaarcella


SAN NICOLA ARCELLA -23 nov. 19 – Sono stati i carabinieri del Comando Provinciale di Lucca, ieri notte, a San Nicola Arcella, a dare esecuzione al decreto di fermo emesso dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Lucca per omicidio aggravato ed occultamento di cadavere, nei confronti di Graziano Zangari, 46enne, originario di Mammola, in provincia di Reggio Calabria, ma successivamente trasferitosi con la famiglia a San Nicola Arcella, paese dove è tornato di recente. Zangari lavorava come operaio presso una ditta edile di Viareggio, ma non stabilmente.

E' attualmente ritenuto l’autore dell’omicidio di Chiara Corrado, quarantenne, originaria di Pisa, il cui corpo è stato rinvenuto in avanzato stato di decomposizione all’interno di una roulotte nella serata di domenica scorsa. Il cadavere, era stato occultato in un telo di plastica sigillato con del nastro adesivo, aveva le mani ed il collo legati con delle corde, probabilmente utilizzate per trascinare il corpo, fino alla roulotte affittata da un conoscente. Graziano Zangari era claudicante. Negli anni scorsi, mentre eseguiva dei lavori di pittura, era caduto facendosi male ad entrambi gli arti inferiori. Il cadavere della donna è stato rinvenuto con una vistosa frattura nella ragione temporale destra del cranio. L'omicida ha utilizzato una mazzetta da muratore per compiere il grave gesto e poi, ha anche cercato di evitare la fuoriuscita del sangue utilizzando un cuscino. Le indagini, coordinate dalla Procura di Lucca e condotte dai militari del Nucleo Investigativo del Reparto Operativo e della Compagnia di Viareggio, supportati dalla sezione investigazioni scientifiche, hanno consentito di identificare la vittima sul cui corpo sono stati riscontrati particolari elementi distintivi. I militari sono riusciti quindi a risalire all’autore dell’efferato delitto avvenuto presumibilmente tra la fine di luglio e la prima metà del mese di agosto. Secondo gli investigatori, il movente del delitto, sarebbe da ricercare nella relazione conflittuale tra Zangari e la vittima. Zangari, dopo il delitto, avrebbe nascosto il cadavere nella roulotte. Il mezzo, infatti, è stato trovato con la porta chiusa all'esterno da un lucchetto. All’interno del box in uso all'uomo, i militari hanno rinvenuto in un sacco, delle corde e dei guanti del tutto simili a quelli presenti sulla roulotte, oltre ad un cuscino intriso di sangue e vari oggetti ed indumenti femminili. Graziano Zangari, dopo l'arresto è stato trasportato al carcere di Paola, dove è stato subito sentito dal Sostituto procuratore di Lucca, Aldo Ingangi, titolare dell'indagine.

Il rapporto tra i due, secondo i carabinieri del nucleo investigativo del reparto operativo di Lucca ed i colleghi della compagnia di Viareggio, si era deteriorato. Negli ultimi periodi della relazione, Chiara Corrado avrebbe seguito Zangari e avrebbero vissuto in un container, all'interno del cantiere. É lì che i carabinieri hanno trovato ulteriori elementi utili alle indagini. Probabilmente, Zangari aveva intenzione di far sparire definitivamente il cadavere, nel frattempo lo aveva rinchiuso nella roulotte affittata da un conoscente che è risultato totalmente estraneo ai fatti e inconsapevole dell'utilizzo fatto.

La scelta di Zangari, nel frattempo, di raggiungere il fratello, ignaro dell'accaduto, nel centro storico di San Nicola Arcella. A Torre del Lago dove, nel frattempo, il datore di lavoro lo aveva licenziato non era più tornato. Secondo gli investigatori, però, Zangari aveva intenzione di tornare per eliminare il cadavere dalla roulotte.

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